Tutto è cominciato a Bologna, esattamente un mese fa. Un raduno in piazza, per rispondere a Matteo Salvini che nel frattempo riempiva il PalaDozza. Per dare una scossa alla campagna elettorale del centrosinistra verso le Regionali in Emilia-Romagna, nel giorno in cui cominciava quella della Lega. Uno slogan semplice, “Bologna non si Lega“, e la scelta di un simbolo, le sardine: ovvero coloro che “non abboccano” alla propaganda. Un mese dopo, le sardine puntano a riempire Piazza San Giovanni a Roma e non sono già più le stesse: l’ambizione di contrastare localmente Salvini è presto deflagrata in un movimento nazionaleche ha riempito in 30 giorni più di 40 piazze – scontrandosi inevitabilmente anche con contraddizioni e disomogeneità interne. Proprio nei giorni precedenti alla manifestazione nella Capitale è scoppiata la polemica sull’apertura “a tutti” della piazza, con conseguente polemica su Casapound e botta e risposta tra “sardine romane” e “fondatori bolognesi”. Ovvero Giulia, Andrea, Roberto e Mattia (Santori, diventato presto il volto del movimento e ‘l’ospite’ delle trasmissioni tv), coloro che hanno organizzato l’originario flash mob di Piazza Maggiore e poi scritto il manifesto delle sardine. “Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola – si legge in un passaggio – Sono rimasti in pochi, ma ci sono”. In Emilia-Romagna quel politico è sicuramente Stefano Bonaccini. Nel resto delle piazze è molto meno chiaro. Le sardine spostandosi di città in città hanno sposato battaglie diverse, come quella sull’Ilva a Taranto, e hanno sempre promesso che non diventeranno partito. L’elemento di continuità, dallo sventolio dei libri a Ferrara al pane e nutella distribuito a Catanzaro, è stato soprattutto l’anti-leghismo. Un percorso che ha portato le sardine proprio nella piazza romana in cui Salvini il 19 ottobre scorso riunì tutto il centrodestra. Nel frattempo, nel resto del mondo in molti le hanno indicate come un “modello da emulare oltre l’Italia per vincere dove la sinistra ha fallito.

Dieci piazze in un mese: il racconto di come le sardine sono diventate il simbolo della sfida al populismo di destra:

14 NOVEMBRE – BOLOGNA – In piazza molti giovanissimi, coppie con bambini, anziani, disabili, stranieri. La maggior parte con in mano delle sardine fabbricate a casa da sventolare, di tutti i materiali: carta, stoffa, fil di ferro, dipinte su cartelloni e rappresentate in tutti i modi. Sul Crescentone di piazza Maggiore tutti stretti l’uno all’altro, per l’appunto come sardine. Una protesta senza bandiere che partendo da un evento su Facebook ha raccolto più di 12mila persone.

19 NOVEMBRE – MODENA – Il flash mob si ripete: circa 7mila persone raggiungono la piazza modenese. I manifestanti, sotto gli ombrelli aperti, intonano “Bella Ciao” e ripeteno lo slogan “Modena non si lega”. L’evento viene organizzato in concomitanza con la tappa elettorale di Salvini in città, proprio come a Bologna.

23 NOVEMBRE – REGGIO EMILIA – Il popolo delle ‘sardine’ riempie Piazza Prampolini: almeno 9mila persone si uniscono alla manifestazione, nonostante in città non sia previsto un comizio di Matteo Salvini. Nel frattempo però è nato il manifesto del movimento, che ha già sconfinato: a Sorrento il leader della Lega è stato accolto da pioggia e manifestanti, a Palermo davanti al teatro Massimo si sono ritrovate oltre 4mila persone. Oltre a Reggio Emilia, si riempie anche Piazza della Repubblica a Perugia e le sardine diventano un fenomeno nazionale.

24 NOVEMBRE – RIMINI – I manifestanti, circa 7mila secondo le stime, occupano non solo la Vecchia Pescheria, come era da programma del flashmob, ma anche la prospiciente piazza Cavour. Una piazza così piena, dicono i presenti, non si ricorda dai funerali di Federico Fellini. La sfida a Salvini viene lanciata dalle note di ‘Romagna mia’ . Il giorno dopo, altre 7mila sardine circa scendono in piazza anche a Parma.

28 NOVEMBRE – GENOVA – Sono 8mila le ‘sardine di Genova’. Roberto Revelli è l’educatore che per primo ha lanciato l’evento su Facebook, imitando quanto fatto a Bologna. Tanti striscioni come quello tenuto in mano dagli organizzatori: “Voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo” che cita Fabrizio De André. Si intonano le sue canzoni, “Bella Ciao”, ma anche l’inno di Mameli. Contemporaneamente le sardine sono in piazza anche nella leghista Verona e a Piacenza, il 29 pure a Mantova.

30 NOVEMBRE – FIRENZE – Piazza della Repubblica piena fino a Piazza Duomo: secondo gli organizzatori, più di 40mila persone. “Ci avete battuto di brutto”, commenta Mattia Santori. A Firenze quello delle sardine diventa un pre-raduno nazionale (anche in Toscana si voterà nel 2020). Ma le sardine sono ovunque: altre 10mila a Napoli, con pernacchia collettiva a Salvini, a Cosenza, a Pesaro e pure all’isola d’Elba.

1 DICEMBRE – MILANO – “Ripartiamo dalla Costituzione”. È questo l’appello condiviso dalle tante Sardine che riempiono piazza Duomo a Milano. Pioggia battente ma migliaia di partecipanti (25mila per gli organizzatori). Dopo l’inno ufficiale delle sardine Com’è profondo il mare di Lucio Dalla – a cui viene quasi sempre preferita “Bella Ciao” – la manifestazione si è aperta con la lettura dei primi articoli della Costituzione. Sul palco è salito anche Roberto Saviano. Altre manifestazioni da nord a sud: da Padova a Taranto, dove per protestare contro la situazione dell’ex Ilva era presente anche Santori.

7 DICEMBRE – NAPOLI – Sardine in piazza ad Ancona e Ravenna il 5 dicembre, a Trento, Siena e Salerno il 6, a Cagliari, Pescara e Bari il 7 dicembre, solo per citare le città principali. Le manifestazioni si susseguono lungo tutta la Penisola e a Napoli fanno il loro esordio anche le “sardine nere” del Movimento Migranti e Rifugiati. Chiedono l’accelerazione dei tempi della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e il rapido rilascio dei permessi di soggiorno.

9 DICEMBRE – FERRARA – Salvini torna in Emilia-Romagna e con lui le sardine tornano in piazza a Ferrara: oltre al consueto canto “Bella ciao”, il flash mob si arricchisce dello sventolio di libri perché, come si legge sui social, “siamo sardine, studiamo per un paese più bello!”. L’iniziativa è stata decisa all’ultimo, dopo il successo nelle altre piazze della Regione.

10 DICEMBRE – TORINO – Gli organizzatori parlando di nuovo di più di 35mila persone in piazza, come a Firenze. Piazza Castello è gremita in occasione del primo raduno del movimento sotto la Mole. Il premier Giuseppe Conte nel frattempo ha definito le sardine “una partecipazione bellissima” e il movimento è arrivato anche oltre confine, con una manifestazione anche ad Anversa in Belgio. Sono molto ed eterogenei i volti che si accostano alle manifestazioni: a Torino c’è Niccolò Pagani, il professore diventato celebre in Italia perché più volte vincitore del programma L’Eredità. A Catanzaro le sardine accolgono Salvini con pane e Nutella, mentre il leader della Lega è impegnato nella campagna elettorale in Regione. Tutto è pronto per la manifestazione di Roma.

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