Non c’era Matteo Salvini in città e le elezioni sono ancora lontane in Liguria eppure ieri sera, a Genova, in 8mila si sono dati appuntamento in piazza De Ferrari, sotto il palazzo della Regione, per manifestare il proprio dissenso rispetto alla propaganda “identitaria e razzista” che per i promotori dell’iniziativa è principalmente incarnata dalla Lega e dai partiti sovranisti. Sono le “sardine” genovesi e, come a Bologna e nelle altre città dove sono scese in piazza, si contano pochissimi volti noti della politica elettorale e una partecipazione popolare eterogenea, senza bandiere di partito ma uniti dalla richiesta di una rappresentanza politica alternativa alle varie forme di populismo di destra

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