I leader dell’Eurozona accolgono la proposta del premier Giuseppe Conte di modificare le conclusioni dell’Eurosummit. Non più “finalizzare il lavoro” sul riforma del fondo salva-Stati, ma “proseguire il lavoro“. Una sfumatura, fondamentale però per Conte che incassa una prima ufficiale apertura a una revisione di alcuni parti del nuovo Meccanismo europeo di stabilità (Mes), dopo aver superato l’esame di Camera e Senato con l’approvazione della risoluzione che gli dava proprio questo mandato. La modifica rende più esplicito il concetto che il negoziato deve ancora proseguire: non cambia però per il momento la tabella di marcia che si è dato l’Eurogruppo (il vertice tra i ministri dell’Economia) per l’approvazione, ovvero resta l’idea di avere un accordo finale entro i primi mesi del 2020. “Ci sono alcune criticità” sul Mes, “certamente le ormai famose Cacs, ha spiegato Conte nella conferenza stampa al termine dell’Eurosummit, spiegando: “Vogliamo continuare a negoziare senza l’assillo di dover sottoscrivere alcunché. Anche questa volta non abbiamo dovuto sottoscrivere alcunché. Oggi ho ribadito la premura dell’Italia che ci sia una valutazione complessiva“.

LA MODIFICA – La modifica ottenuta da Conte riguarda in particolare il punto 2 delle conclusioni dell’Eurosummit, con l’obiettivo di “dare atto che c’è ancora da lavorare per la revisione del Mes“. Il presidente del Consiglio, in particolare, ha chiesto di inserire un passaggio: “Incoraggiamo l’Eurogruppo a proseguire il lavorare sul pacchetto di riforme del Mes…”, modificando così la dichiarazione “Chiediamo all’Eurogruppo di finalizzare il lavoro tecnico riguardante il pacchetto di riforme…”. Nelle conclusioni viene elencato anche l’obiettivo “di continuare a lavorare su tutti gli elementi di un ulteriore rafforzamento dell’Unione bancaria, su base consensuale”. “Incoraggiamo che sia portato avanti il lavoro su tutti questi temi su cui torneremo al più tardi entro giugno 2020“, aggiungono i leader dell’Eurozona.

BICC E UNIONE BANCARIA – Per quanto riguarda lo strumento di convergenza e competitività (Bicc), ovvero quello che resta della vecchia idea di bilancio della zona euro, nelle conclusioni dell’Eurosummit si legge: “Per poterlo finalizzare nel contesto del bilancio Ue invitiamo l’Eurogruppo a fornire rapidamente il suo contributo sulle soluzioni appropriate per il finanziamento”, con l’obiettivo di “incontrare le nostre ambizioni per la convergenza e la competitività”. “Il Bicc sarà incluso nelle consultazioni del Presidente del Consiglio Ue con gli Stati membri, nel contesto del bilancio pluriennale“, scrivono i leader.

Una formulazione che anche in questo caso soddisfa almeno in parte le richieste di Conte. Il premier nel suo intervento ha incitato gli altri leader europei ad essere più ambiziosi con la proposta riguardante il Bicc (strumento di bilancio per la competitività e la convergenza) in modo da perseguire anche una funzione di stabilizzazione macroeconomica, con adeguate risorse. Ha anticipato poi che con il nuovo anno l’Italia si farà promotrice di un rilancio sul negoziato sull’Unione bancaria. Il premier ha ricordato – a quanto viene riferito – che il Parlamento italiano, sia a giugno sia mercoledì, “ha espresso una chiara opzione per la logica di pacchetto in modo da riservarsi una valutazione complessiva dei vari elementi del processo di riforma”.

LE CACS – Nel suo intervento, il premier Conte si è soffermato però soprattutto sul Meccanismo europeo di stabilità, su alcune questioni critiche e in particolare sulle Cacs. Anticipando l’importanza di articolare i creditori per classi omogenee. Le Cacs (clausole di azione collettiva) nei titoli di Stato sono uno dei punti cruciali sui cui anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha chiesto di tornare a lavorare. Quelle attuali, note come “dual limb“, prevedono che per arrivare alla ristrutturazione del debito occorra un voto a maggioranza qualificata da parte dei detentori di ogni singola serie di titoli emessi e un altro voto per tutte le serie insieme. La riforma del fondo salva-Stati prevede invece le single limb: per cambiare le condizioni di rimborso, sarebbe sufficiente un unico voto complessivo. L’Italia chiede la possibilità di prevedere in determinati casi, all’interno delle Single limb cacs, delle “subaggregazioni“. Gruppi di titoli simili – nel caso della Penisola potrebbe trattarsi per esempio di emissioni omogenee come quelle dei Btp Italia – potrebbero quindi essere aggregati in modo da chiamare al voto solo i loro detentori.

La modifica delle Cacs è uno degli impegno che la maggioranza ha indicato al governo nella risoluzione sul Mes approvata in Parlamento: “Condizionare l’adozione di ogni decisione vincolante in merito alla revisione del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) alla finalizzazione, ancora non conclusa, del suo processo di riforma attraverso la definizione delle regole e delle procedure delle Clausole di azione collettiva evitando l’applicazione dei principi della single limb Cacs”. Anche per questo, prima di arrivare al Consiglio europeo, Conte ha specificato ai cronisti: “Rispetto le aspettative del presidente dell’Eurogruppo Centeno” sul poter firmare il Mes a inizio 2020, “ma poi a condividere e sottoscrivere i risultati sono ciascuno stato nell’ambito delle sue prerogative. Il governo italiano, come sempre dichiarato, coinvolgerà ampiamente il Parlamento. Aspettiamo a dare una data, assolutamente”.

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