Forse qualcuno ci aveva anche un po’ sperato, che fosse finalmente arrivato il momento del principe Carlo: e invece niente da fare. Per giorni la stampa inglese si è lanciata in speculazioni su un possibile passo indietro della regina Elisabetta II: all’età di 95 anni, tra un anno e mezzo, potrebbe nominare Carlo “reggente”. E invece è arrivata la secca smentita da Clarence House: nessun cambio di programma, né tra un anno né mai.

La famiglia reale è da sempre bersaglio di gossip, speculazioni più o meno fantasiose e teorie cospirazioniste, ma generalmente non si dà pena di rispondere o smentire. Questa volta però hanno ritenuto di dover placare i rumors sempre più insistenti, alimentati dal libro del corrispondente reale Robert Jobson, Charles At Seventy. Nella biografia dell’erede al trono suggeriva che, ad un certo punto, la sovrana avrebbe potuto affidare a Carlo la reggenza, pur mantenendo il titolo monarca. Citando anonime fonti di palazzo, Jobson indicava il 95esimo compleanno come la data più probabile, sia perché rappresentano una pietra miliare, sia perché anche il marito, il principe Filippo, si è ritirato dalla vita pubblica dopo quell’età.

In più, lo scandalo in cui si è trovato coinvolto il principe Andrea – accusato di aver avuto rapporti sessuali con una donna allora minorenne – sembrava poter spingere la casa reale a un cambio radicale. E invece un portavoce di Clarence House, residenza e ufficio del principe Carlo, nega ogni possibilità: «Non c’è in programma alcun cambiamento né all’età di 95 anni, né a nessun’altra età».

Far regnare Carlo al suo posto è una decisione improbabile e complicata: le più alte cariche dello Stato devono dichiarare che la sovrana non è più in grado di portare avanti i suoi per “infermità di mente o di corpo”, dopo la conferma di un medico. La regina ha sì diradato i suoi impegni, ma è attiva e gode di ottima salute. Il regno di Elisabetta II è il più longevo della storia britannica: 67 anni fino ad oggi. Nel 1952, all’età di 21 anni, annunciò al mondo di servire la nazione “per tutta la vita”, e non ha nessuna intenzione di venir meno alla promessa.

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