Caterina Collovati, moglie dell’ex calciatore Fulvio, ha commentato lo stile di Diletta Leotta rispondendo a una dichiarazione fatta dalla giornalista di Dazn al Sun: “‘Se ti interessa il calcio ascolti le mie parole, altrimenti mi guardi’. “Io dico che se una giornalista va allo stadio così agghindata preferisce essere guardata piuttosto che ascoltata“, aveva ribattuto Caterina. Che ora torna sull’argomento in una lettera aperta scritta a Calciomercato.com. La Collovati aveva infatti fatto notare una gaffe della Lotta sul palco del Gran Galà del Calcio: “Alla bella Diletta non importa prepararsi, quel che conta son le forme, quelle si, preparate ad hoc. In quello è la numero uno”.

A quel punto un giornalista del sito calciomercato.com ha risposto alla Collovati dandole della “rosicona” e ora arriva la replica: “Gentile direttore, ti sarei grata se mi consentissi qualche riflessione o meglio precisazione, rispetto al pezzo del vostro Pippo Russo, il quale per difendere la Diletta nazionale, non esita ad offendere la sottoscritta. Rosicona? Non conosco questo sentimento, avendo una più che soddisfacente vita professionale oltre che una felicissima vita privata. Non mi occupo più di calcio per mia scelta… Francamente mi risulta oltremodo difficile invidiare Diletta Leotta peraltro coetanea delle mie figlie. Il mio cognome? Ebbene sì, mio marito ha un cognome famoso. Nel lontano indimenticabile 1982, quando iniziai a muovere i primi passi nel giornalismo sportivo, decisi di utilizzarlo. Non si trattò di un cambio di identità, bensì di un diritto sancito anche dal codice civile. Concludo sottolineando una volta per tutte che non ho nulla di personale contro Diletta Leotta, peraltro bella, solare e sorridente, merita tutto il successo che sta riscuotendo. Sono al contempo molto critica nei confronti di chi utilizza la propria fisicità in maniera eccessiva. Ritengo che le donne non debbano per forza esprimersi con il corpo, sarebbe più opportuno farsi apprezzare attraverso i contenuti, pur non rinnegando la femminilità“.

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