La Procura di Ancona ha depositato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di giudizio immediato per sei persone, arrestate il 2 agosto per la strage della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in cui morirono cinque adolescenti e una giovane madre e circa 200 persone rimasero ferite. Si tratta della “banda dello spray”, giovani tra i 19 e i 22 anni, del Modenese, che in varie località italiane usavano lo spray urticante in discoteche e locali per rubare catenine e monili. Quella sera il locale era tutto esaurito per il concerto con dj set del trapper Sfera Ebbasta, esibizione che poi non si è più tenuta. I giovani erano stati arrestati il 3 agosto e sono sono accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni. “I concerti trap erano l’obiettivo principale del gruppo”, secondo gli inquirenti, perché “è più facile rubare ai ragazzini”. Uno dei tanti colpi è stato messo a segno anche a Disneyland Paris. Per gli inquirenti i ragazzi facevano parte di una banda dedita “in maniera sistematica” alle rapine in discoteca con lo spray al peperoncino. Agivano in tutto il centro nord Italia.

Ad eseguire gli arresti i carabinieri su disposizione del gip di Ancona. L’indagine è stata condotta dal nucleo investigativo del Reparto operativo di Ancona, sotto la direzione della locale Procura. I membri della banda, due dei quali con precedenti per furto, sono accusati anche di lesioni personali ad altre 197 persone, per eventi verificatisi in seguito. E’ stato inoltre accertato che i giovani facevano parte di un gruppo criminale dedito a furti e rapine di monili in oro all’interno di discoteche del centro e Nord Italia. Gli inquirenti avrebbero ricondotto alla banda almeno 60 colpi in altrettanti locali disseminati in tutto il Paese. Nelle settimane successive alla strage, lo stesso gruppo avrebbe agito in altre occasioni ma senza lo spray per non destare sospetti: al contrario, sarebbe stato utilizzato un taser simile a quelli in dotazione alle polizie locali. “In 4 o 5 accerchiavano la vittima, ognuno aveva il suo ruolo”, raccontano gli inquirenti: “Poi una volta presa la refurtiva, la portavano subito fuori dal locale”.

Tutti gli arrestati avevano “un tenore di vita alto nonostante il lavoro precario”, arrivando a guadagnare anche “15mila euro al mese” che poi “spendevano in beni di lusso, vacanze e droga”. Lpo spray al peperoncino viene utilizzato dalla banda o come arma oppure per farsi spazio nella fuga. “Il gruppo criminale – era stato spiegato dopo gli arresti – stato incastrato dalle intercettazioni e dall’analisi delle celle telefoniche“, ma anche dai passaggi Telepass e dai gps dei telefonini. Sul tappo della bomboletta utilizzata quella sera, inoltre, sono state ritrovate “tracce biologiche“. E non a caso quella sera, prima del panico scatenato dalla sostanza urticante, “c’erano stati già 5 rapine e un furto“. Fra di loro “una delle persone che stava aiutando le vittime”.

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