Solo il 19% dei giovani del Sud vede il suo futuro nella regione in cui vive. E il 38% lo immagina all’estero. È il quadro che emerge dal terzo rapporto sul Divario generazionale presentato oggi a Roma dalla Fondazione Bruno Visentini. L’indagine è stata condotta tra studenti tra i 14 e i 19 anni e delinea una prospettiva di svuotamento del Sud, che negli ultimi 15 anni ha perso oltre due milioni di persone, emigrate nel nord Italia o all’estero. Solo il 13% del campione degli intervistati ha dichiarato di immaginare il futuro nella città in cui vive, mentre fra il restante 87,3%, solo il 6% crede rimarrà nella stessa regione, anche se in un’altra città rispetto a quella in cui è nato. Il 43,4% infine crede che troverà lavoro in un’altra regione italiana, mentre il 38% punta direttamente all’estero. Il 9% fuori Europa.

L’esodo dei giovani del Sud – Negli ultimi quindici anni il numero di giovani che dal Mezzogiorno hanno trasferito all’estero la propria residenza – in un altro Stato membro o in un Paese extra-europeo – è aumentato di oltre 40mila unità (da 19.720 nel 2004 a 61.553 nel 2018). Il flusso di emigrati meridionali è incrementato notevolmente verso la Svezia dal 2010 e verso l’Irlanda dal 2015, seguito dalla Danimarca. Regno Unito, Francia e Germania sono i Paesi europei con il numero più alto di expat del sud, in crescita dal 2011 al 2016. Relativamente al solo Regno Unito si è registrata una contrazione dal 2016 al 2017, probabilmente a causa dell’incertezza della Brexit, sia in numeri assoluti sia nel tasso di crescita dei trasferimenti.

“In termini assoluti, il trend più alto – spiega la ricerca – viene registrato dall’Europa occidentale che comprende Austria, Belgio, Francia, Germania Lussemburgo, e Paesi Bassi. La Germania e la Francia restano le mete principali: accolgono infatti più giovani italiani rispetto agli altri Paesi dello stesso gruppo. Nel 2017 la Germania ne ha registrati 10.647 mentre la Francia 5.212. C’è da dire però che l’andamento è cresciuto più intensamente negli altri Paesi: i tassi più alti sono registrati per i Paesi Bassi, Lussemburgo e Austria”.

Guardando invece all’Europa meridionale – cioè Cipro, Croazia, Grecia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna – si è registrato un aumento, in particolare tra il 2015 e il 2017. Malta e Portogallo, in particolare, sono stati i Paesi con la crescita maggiore in termini assoluti. I dati più recenti mettono in evidenza come negli ultimi 16 anni abbiano lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 183 mila residenti, la metà dei quali giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, e quasi un quinto di loro sono laureati; il 16% circa di loro, si è trasferito all’estero. Quasi 800mila con un biglietto di sola andata, con una considerevole perdita netta di capitale umano formato nelle nostre regioni del Sud ma impiegato oltreconfine.

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