Marco Baldini si è raccontato a Vieni da Me. Ospite di Caterina Balivo, Baldini ha ricordato i momenti più bui della sua vita: “Il telefonino per me era una tortura, ne ho lanciati un paio nel Tevere. Ero subissato da telefonate, erano creditori che volevano i soldi. Io avevo il terrore di accendere il telefonino, un terrore frutto della ludopatia. Non è un vizio, ma una malattia: è una dipendenza patologica, come la dipendenza da droga e alcol. Sono dei segnali, delle conseguenze di un disagio psicologico più profondo”. Ma quando è iniziata questa sua dipendenza? “Prima del successo. Io vedevo i miei colleghi già famosi e già ricchi, io pensavo che fosse una scorciatoia, me ne sono reso conto dopo. Ho cominciato come “cavallaro”, scommettevo sulle corse dei cavalli. Giocavo anche a carte, ma in maniera molto marginale. Quando ti rendi conto che vai a fare la spesa e che le somme che scommetti sono le stesse di una spesa per una settimana di una famiglia, ti rendi conto della follia e inizi a pensare”. E la famiglia, Baldini l’ha persa proprio a causa della sua dipendenza: “Ho perso l’opportunità di avere un figlio, non sarebbe neanche finito il mio matrimonio. Gli affetti sono le cose più importanti, ho perso per strada tanti amici”. Qualche parola anche su Fiorello: “Ha portato i social in tv, ha fatto esattamente quello che voleva fare lui: una roba innovativa”.

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