L’intervento del presidente del Consiglio Conte sulla riforma del Mes è stato puntualissimo. E tutta questa polemica esagitata e pericolosa delle opposizioni è basata veramente sul nulla“. Sono le parole del deputato di LeU, Pier Luigi Bersani, intervistato da Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale, a proposito delle comunicazioni sul Mes, rese oggi pomeriggio alla Camera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“E’ ovvio che col debito e i problemi che abbiamo bisogna guardare bene questi meccanismi – spiega Bersani – E, come ha ricordato bene il presidente del Consiglio, è altrettanto ovvio che vanno visti anche i dintorni di questa ipotesi di accordo. Cioè, c’è ancora da lavorare in una logica di pacchetto. Si parla, infatti, del bilancio europeo, del budget della Ue, dell’unione bancaria, di allegati tecnici al Mes”.

E aggiunge: “Questo ha detto Conte, dimostrando una cosa basica, che io mi sento davvero di sottolineare: tutte queste polemiche totalmente sopra le righe segnalano veramente che per un voto in più si è disposti a giocare coi risparmi degli italiani, perché l’unico esito di queste polemiche è quello di spaventare chi ci presta i soldi. Punto. Descrivere un Paese che non è in grado di reggere un accordo su una questione di mutuo soccorso, perché teme di essere messo domani mattina sul banco di chi deve pagare, può solo creare incertezze sui mercati. Fin qui i mercati hanno visto la bozza di quell’accordo da sei mesi e non mi pare che si siano preoccupati dell’Italia. Non so adesso cosa faranno dopo tutte queste polemiche assurde”.

Altra stoccata del parlamentare alla Lega: “Ma, insomma, poche frottole. Questo percorso è stato larghissimamente condiviso da maggioranza e opposizioni. E Conte l’ha dimostrato. Ognuno poi può verificarlo. In un grande Paese come il nostro sulle grandi questioni esiste un’esigenza di corresponsabilità e di continuità tra maggioranza e opposizione. Purtroppo in questo frangente non la si è vista, perché quelli che oggi urlano, come Conte ha dimostrato, erano in tutte le discussioni per approvare tutti i passaggi. Ma, insomma, di cosa stiamo parlando? – chiosa – Stiamo parlando di un Paese, l’Italia, che ha sempre prestato i soldi agli altri. E adesso si pretende che il meccanismo con cui si prestano i soldi e in cui l’Italia partecipa come terzo contributore, dopo Francia e Germania, non chieda garanzie a quelli ai quali si presta? Noi dobbiamo ragionare da grande Paese quale siamo. Se siamo tra i primi tre Paesi di questa Ue, dobbiamo sentirci all’altezza di questa realtà e invece di sparare stupidaggini, dobbiamo sederci al tavolo per mostrare le nostre ragioni. Tutto questo dibattito mette in difficoltà il ministro Gualtieri? No, direi proprio di no. Mette in difficoltà Salvini“.

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