Io sono a casa, sola, depressa, e tutti si sono dimenticati di me”. Maurizia Paradiso è stata l’icona della trasgressione italiana (e lo è ancora, in quanto transessuale più famosa). Oggi, 65enne, è ancora un pozzo di energia. Eppure, di lei, non si sente più parlare. Da almeno tre anni non appare in televisione, se non grazie a Le Iene che le hanno dedicato un servizio per raccontare la sua battaglia contro la leucemia. “Vorrei che questa intervista si intitolasse una voce dall’inferno”. Perché?. “Perché il mio è un grido di dolore. Ho passato l’inferno per tutta la mia vita”. Si commuoverà spesso durante la nostra conversazione: Maurizia è pronta a raccontarsi come non ha mai fatto prima. “Perché tutti, nel mondo della televisione, mi hanno sfruttata e poi dimenticata? Eppure io ho fatto del bene a tante persone, ho aiutato tutti quando ero al top del successo. Vorrei essere ascoltata. Viceversa inizierò lo sciopero dei farmaci, della sete e dei farmaci. E poi vorrei una risposta: perché mi avete abbandonata così?”.

Lo chiedo io a lei: perché non si è più vista in televisione?
“Sono tre anni che non mi invitano più. Non conosco il motivo. Probabilmente, avendo avuto questa malattia, mi considerano già morta. Io per loro non ci sono più”.

Hanno paura di lei?
“Non mi drogo, non bevo, non sono corruttibile. Sicuramente sto sulle palle a tanti. Ho sempre detto quel che pensavo. Eppure mi meraviglio di come non mi utilizzino, nonostante io abbia realizzato degli indici di ascolto altissimi. Oggi in televisione ci sono i soliti idioti e raccomandati del ca**o. La gente ancora mi chiede un selfie, ancora mi considera un’icona”.

Pensa di aver subito delle ingiustizie?
“Molte, perché sono intelligente. Una persona intelligente viene penalizzata, soprattutto dagli autori televisivi. Solo Chiambretti mi ha sempre lasciato fare quel che volevo. Una volta mi disse: “Da lei mi aspetto qualcosa di eclatante”, me lo ricorderò per sempre, amava le mie idee geniali. Per lui, pur di non tradirlo professionalmente, ho anche rifiutato alcuni contratti importanti”.

Soffre per questa situazione?
“Molto, non lo nego (la voce si fa cupa, ndr). Mi piacerebbe tornare da Chiambretti. Piero, perché ti sei dimenticato di me? Io per te, al Chiambretti Night, sono venuta gratis e ho rifiutato dei contratti per non tradirti. Cara Barbara, perché ti sei dimenticata di me? Quando sono venuta a Domenica Live durante la malattia, senza capelli, mi avevi promesso che avresti cercato mia mamma. Adesso mia mamma è morta e tu non me l’hai cercata. Eppure sei sempre stata buona con me. Per me la tua parola vale, perché non l’hai mantenuta?”.

Chi non è sparito?
“Nessuno. Mi hanno abbandonato tutti, come hanno fatto con Califano e con tutti i grandi. Sono sola. Avevo solo mia mamma, ma adesso non c’è più (si commuove, ndr)”.

È una ferita ancora aperta?
“Lo è. Sa cosa ho fatto un anno fa? Ho venduto la mia casa per comprare un appartamento più piccolo, che è ubicato nello stesso pianerottolo dove abitava lei, dove l’ho curata e le ho fatto da badante, mentre stava morendo. Ogni giorno vedo la porta di casa di mia mamma che si apre e da dove ora entrano delle persone sconosciute. Non ha idea di come io soffra…”.

Senza lavoro, come è messa economicamente?
“Nella vita di un’artista ci sono alti e bassi. Attualmente percepisco una pensione di invalidità civile di 280 euro al mese. Ultimamente, pensi, l’hanno aumentata di 9 euro. Ma non chiedo niente a nessuno. Non mi piango addosso”.

Come si mantiene?
“Non ho più gli incassi di una volta, certo, ma ho avuto la fortuna di essermi comprata delle case. Non sono ridotta in miseria. Qualche volta, per arrotondare, presento delle serate nei locali. E un amico mi aiuta, ogni tanto”.

Ha avuto paura di morire?
“Sono stata in serio pericolo di vita, durante la malattia. Pensi che mi hanno attaccato la morfina e il cibo artificiale. Ho proprio visto la fine. Nonostante tutto, però, sono stata per otto mesi in ospedale, sola come un cane. Nessuno è venuto a trovarmi, neanche i miei familiari”.

Ora sta bene?
“Sto meglio, ma non sono fuori pericolo. Ogni mese devo fare le analisi per la leucemia”.

Cos’altro è successo in questi anni?
“Invece di vivere serenamente il post-leucemia, ho subito quattro anni di processi per difendermi da accuse varie (non può entrare nei dettagli per il momento, ndr). In compenso sono stata assolta con formula piena dal Tribubale di Milano per non aver commesso il fatto (si riferisce alla presunta rapina del 2013 al Sex Festival, ndr). Tutti quei giornali che mi hanno sputtanata per anni scrivendo “accusata di rapina”, ora dove sono? Ecco, io sono stata assolta. Mi auguro che diano la smentita”.

Vuole lanciare un appello?
“La D’Urso mi ha sempre stimata, o perlomeno credo. Quando nelle discoteche gay mi avevano attribuito quell’orrenda canzone contro di lei, io ero andata in studio durante il periodo della leucemia per chiederle umilmente scusa, e lei mi aveva perdonato. Perché a Luxuria dà tutte le possibilità del mondo, mettendosi pure in ginocchio davanti a lei, e a me non dà una seconda possibilità? Barbara, perlomeno tu, ascoltami!”.

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