La vicenda è triste, molto triste.

Lei è Mara (nome di fantasia, ma la storia è vera); ha 48 anni ed è separata, con a carico due figli.

Lavora tutto il giorno in un’azienda di pulizie e non ha molte possibilità economiche. Nel maggio del 2000, finalmente, ottiene la casa Itea (casa popolare in Trentino gestita da Itea), data la sua condizione economica al limite della soglia della povertà e la condizione sociale in cui vive.

I suoi due figli sono come due poli opposti. Gabriele e Franco (anche qui nomi di fantasia) sono vicini d’età, hanno ora 19 anni il primo e 17 l’altro. Franco è impegnato, con buoni risultati, a scuola e nello sport. Gabriele ha preso una cattiva strada, è caduto nel mondo buio della tossicodipendenza. Da oltre un anno la madre sta lottando per cercare di strapparlo a questa piovra, ma lui ormai è troppo dentro. I soldi per la dose non ci sono quasi mai e, quindi, Gabriele comincia a rubacchiare qua e là. Si inserisce negli spogliatoi delle palestre dove mamma lavora e ruba i soldi mentre i clienti sono a tenersi in forma con balli di gruppo e aerobica. La mamma lo scopre, prima ancora del titolare della palestra e decide di dare una svolta forte alla vita del figlio, nel tentativo disperato di salvargli l’esistenza. Con un coraggio immenso, lo denuncia per furto e per possesso di stupefacenti.

Il giovane viene arrestato e condannato per il furto. Inoltre viene introdotto nel circuito del recupero sociale, affidato d’autorità ad un’associazione che propone programmi di disintossicazione e reinserimento sociale.

Fin qui, nella sua infinita tristezza, parrebbe una storia di ordinaria miseria della nostra società.

Ma non è finita. Mara, molto probabilmente, riceverà lo sfratto dalla casa popolare, a canone agevolato proprio perché indigente; quella casa costruita proprio per aiutare famiglie in difficoltà economica. Riceverà lo sfratto perché la giunta provinciale trentina, guidata dal presidente leghista Maurizio Fugatti, ha deciso che: “Se uno delinque, tutta la famiglia verrà cacciata dalla casa Itea, senza sconti”.

La cosa parrebbe un’assurdità e una fake news, senonché, purtroppo è proprio vera. Questo dispositivo troverà applicazione nella prossima finanziaria della Provincia Autonoma di Trento. In pompa magna i leghisti al comando lanciavano gli slogan, in campagna elettorale: “Prima i trentini”. Che fossero i trentini a pagare per primi per l’inadeguatezza di questo governo provinciale, non era però chiaro.

Mara, se la finanziaria dovesse venire approvata con questo provvedimento, dovrà lasciare la casa e andare chissà dove, con un figlio denunciato per fargli cambiare vita e con l’altro che avrebbe di fronte altre difficoltà da affrontare, non scelte, non volute e prive di responsabilità, dato che nulla ha commesso. Pagherebbe per colpe del fratello, una cosa assurda. Non voglio andare oltre nei miei commenti, poiché sono semplicemente allibito e allucinato da provvedimenti barbari come questo. Non chiamatemelo progresso, perché queste cose le si vedevano ai tempi dei regimi totalitari.

Per chiudere e per la cronaca, Mara è trentina da generazioni. Quindi almeno qui il concetto “prima i trentini” è stato sicuramente applicato!

Foto d’archivio

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