Sardine? Sono solo fasciocomunistelli. Sono rimasto perplesso nel leggere il loro documento fondativo, dove dicono che la Lega ha il diritto di parola, ma non diritto d’ascolto. E non ce la raccontano giusta, perché secondo me sono delle sardine allevate nell’acquario del Pd“. Sono le parole pronunciate nel corso di “Otto e Mezzo”, su La7, dal direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, che in un suo editoriale ha attaccato ferocemente il movimento delle Sardine.

Il commento del giornalista suscita l’ilarità unanime dei due ospiti in studio, il filosofo Massimo Cacciari e l’esponente dem Gianni Cuperlo, che in coro insorgono dicendo: “Magari!”.
Sallusti poi continua: “Le Sardine dicono che se Salvini vince le elezioni, c’è un pericolo per la democrazia. Ma per dire questo basta Cuperlo, che da anni va in giro a dirlo legittimamente in televisione. Non c’è bisogno che arrivi un ragazzo per ridircelo”.

Cacciari analizza il fenomeno dal suo punto di vista: “Una volta sono Sardine, una volta è il movimento di Greta, un’altra volta ancora sono i 5 Stelle. E’ l’epifenomeno, il sintomo di un malessere radicale che c’è in tutte le democrazie europee. Quindi, sono fenomeni che vanno letti con estrema serietà. La sinistra dovrebbe mettere insieme un programma che raccolga con una logica di governo queste diverse istanze. Se non lo farà, quelle stesse istanze esploderanno, una volta a destra, una volta a sinistra, una volta al centro, in modo assolutamente disordinato, aumentando il casino generale che regna nelle democrazie europee”.

Cuperlo risponde invece a Sallusti: “Voglio rassicurarlo: non penso che se vince Salvini ci sia un pericolo per la democrazia. Penso invece che se vince la destra, ci sia un pericolo per la tenuta di questo Paese. Per me la mobilitazione delle Sardine è un fatto positivo. Lo dico onestamente: se la piazza di giovedì scorso a Bologna l’avesse convocata il mio partito, non ci sarebbe stata tutta quella gente

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