Una “road map” da scrivere con il Partito democratico e che possa toccare tutti gli interventi da fare nel prossimo anno: dal conflitto di interessi al salario minimo. Dopo che il fondatore del Movimento Beppe Grillo oggi ha rilanciato l’alleanza Pd e M5s parlando di un nuovo contratto da fare a gennaio, ora Luigi Di Maio è entrato nel dettaglio dei provvedimenti su cui i grillini chiederanno di muoversi il prima possibile. “Sarà importante nei prossimi giorni fare incontrare i nostri capigruppo in Parlamento con le altre forze della maggioranza”, ha detto il capo politico dei 5 stelle intervenendo a margine di un comizio in Sicilia, “e da gennaio delineare una precisa road map delle cose da fare“. Proprio Nicola Zingaretti, segretario Pd, oggi ha detto di essere disponibile al confronto. Poi, intervistato dal Tg3, ha anche parlato della riforma della prescrizione che al momento vede Pd e 5 stelle divisi: “Confido nel fatto che sulla riforma della giustizia si possa trovare un accordo”, ha detto.

Dobbiamo fare tante riforme“, ha detto sempre Di Maio a margine di un incontro con gli attivisti in Sicilia, “come quella di togliere alle Regioni la nomina dei vertici della sanità, il salario minimo, il conflitto d’interessi, una legge per la casa degli italiani che troppo spesso gli viene portata via o non riescono a comprarla. Questi sono obiettivi nostri ma abbiamo un programma da creare insieme alle altre forze di maggioranza a tappe serrate e questo ci permetterà di rafforzare il governo”. E nel merito del vertice di emergenza avuto con Beppe Grillo in mattinata, ha commentato: “L’incontro ha smentito settimane e settimane di fake news sul rapporto tra me e lui, che è sempre stato un rapporto tra due persone che si vogliono bene e che portano avanti il movimento con tutte le proprie forze da sempre. Fake news, quindi notizie non vere ci sono sul rapporto tra me e il presidente del Consiglio: il M5s è unito e compatto, sostiene questo governo e vogliamo che governi tre anni ancora. Per farlo abbiamo bisogno di un contratto di governo molto più forte”

Di Maio ha anche attaccato il leader del Carroccio che in mattinata si era rivolto agli elettori M5s: “Salvini mendica voti e nient’altro, non gliene è fregato dello Stato e del governo del Paese, è molto simile a Berlusconi, non a caso si è messo insieme a lui dopo che ha fatto cadere il governo”.

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