Cento sbarcati in poche ore, altri seicento in partenza dalle coste libiche. Non accenna a diminuire l’ondata migratoria verso l’Europa. Più di cento persone sono sbarcate in Italia tra giovedì e venerdì dopo essere state intercettate dalle navi della guardia costiera e della Guardia di finanza. Di queste, 33 sono state soccorse nelle acque calabresi: i finanzieri della sezione operativa di Crotone del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia della Guardia di finanza al largo di Capo Cimiti hanno nella notte di venerdì avvistato una barca a vela, battente bandiera Usa, con a bordo 2 presunti scafisti e 31 migranti. L’imbarcazione è stata accompagnata nel porto di Crotone: dalle prime informazioni, gli scafisti avrebbero caricato i migranti a Bodrum, in Turchia e navigato per 6 giorni nel tentativo di raggiungere le coste italiane di notte. I migranti, soccorsi, sono stati poi portati nel centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

Altri 45 migranti, invece, sono sbarcati venerdì mattina a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce. Tra questi anche alcune donne e 12 minori, di cui uno non accompagnato. Intercettati dalla Guardia Costiera a bordo di un gommone, sono stati fatti sbarcare e soccorsi. Un terzo sbarco nel giro di poche ore è avvenuto a Lampedusa: i migranti, 37 in tutto tra cui tre donne, sono approdati nella notte di venerdì con un barcone a Cala palme, dentro il porto dell’isola. Sono stati fermati dalla guardia di finanza e dai carabinieri e accompagnati all’interno del centro di accoglienza hot spot dell’isola.

Intanto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) si sta concentrando sugli ultimi sviluppi in Libia: “Nell’arco di 48 ore sono state scoperte almeno nove imbarcazioni che trasportano più di 600 migranti sulla rotta del Mediterraneo centrale. In 300 sono sulle navi umanitarie Ocean Viking e Open arms in cerca di un porto”, si legge in un comunicato di ieri dell’Oim che sottolinea la gravità della situazione delle partenze. E ancora: “Questo apparente picco nelle partenze dalla Libia arriva in un momento in cui la capitale, Tripoli e le aree circostanti stanno assistendo ad alcuni dei bombardamenti più pesanti da quando il conflitto è scoppiato ad aprile”. Infine Federico Soda, capo missione di Oim Libia, si dice “profondamente preoccupato per la sicurezza dei migranti che sono vulnerabili agli scontri, al traffico ed agli abusi mentre le condizioni di sicurezza si deteriorano ulteriormente. La Libia non è un porto sicuro; c’è bisogno di un meccanismo certo di sbarco per le persone che fuggono dalla violenza e dagli abusi”.

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