Dopo la marcia indietro dello scorso gennaio, il Movimento 5 Stelle tenta ancora una volta di favorire i balneari con una sanatoria in attesa di una “revisione complessiva del sistema delle concessioni demaniali marittime”. Stavolta il veicolo sono due emendamenti al decreto fiscale presentati in commissione Finanze alla Camera. La proposta prevede lo stop al pagamento dell’affitto che viene versato dagli stabilimenti per tutto il 2020 e dispone che siano sospesi i procedimenti di sospensione, revoca e decadenza della concessione a causa del mancato versamento del canone demaniale. Verrebbero infine bloccati i procedimenti di riscossione coattiva degli importi iscritti a ruolo.

A gennaio il senatore Emanuele Dessì, firmatario di un emendamento analogo al decreto Semplificazioni, aveva difeso la proposta dicendo: “Noi vogliamo revisionare tutto il settore. Cerchiamo di andare incontro a chi si prende cura delle nostre spiagge”. Il giorno dopo però l’emendamento era stato ritirato, dopo le proteste dei Verdi e dell’opposizione.

“Ogni promessa del M5s alle lobby è debito. E il decreto fiscale è l’occasione giusta per fare un mega regalo ai loro amici“, commenta Andrea Mazziotti della direzione di Più Europa. “L’emendamento che sospende al 2020 il pagamento dei canoni per le concessioni delle spiagge, compreso il saldo di cartelle esattoriali sui canoni, è uno schiaffo alla concorrenza, alla libertà d’impresa e alla tanto decantata ‘onestà’. Invece di fare favori a chi detiene le concessioni a prezzi irrisori da decine di anni, il governo si impegni ad applicare la direttiva Bolkestein per la messa a gara delle spiagge italiane”.

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