La vita è l’arte dell’incontro, ma anche l’aforisma non scherza. Grazie alla mia passione per gli aforismi di recente ho conosciuto Rosanna Marani, scrittrice di aforismi, poetessa, giornalista. Ci siamo capiti al volo, e siamo precipitati in un’amicizia labirintica fatta di orizzonti di parole, riflessioni sul filo del rasoio e paradossi danzanti. Ho sentito in lei la voglia di giocare, giocare con la vita, con le parole, con i sentimenti, senza fare male a niente e nessuno, tranne che alla banalità e alle convenzioni che riducono l’esistenza a un rantolo burocratico.

Rosanna è stata la pioniera del giornalismo sportivo femminile, la prima donna a scrivere di calcio sulla mitica Gazzetta dello Sport, ha conosciuto tutti ma proprio tutti, e aveva l’ammirazione di Gianni Brera, tanto per fare un nome, e basti questo. Adesso è una bella donna di 73 anni che vive in un appartamento elegante, con la sua gatta e i suoi ricordi, una maglietta di Maradona all’entrata, con autografo e dedica speciale, la targa del premio Alda Merini, l’Ambrogino d’oro, le foto dei suoi amori e dei suoi figli e una testa piena di aforismi zampillanti, con la quale esercita la sua intelligenza e la sua ironia.

Donna forte, volitiva, lottatrice, femminista, combattente, animalista, vegetariana, passionale, di classe, leale e letale, nel senso che la senti sempre pronta a fulminare con un gioco di parole la nostra eventuale stupidità. L’aforisma ci unisce, il pensiero asistematico e guizzante, siamo due spadaccini dell’intuizione, così io affondo con un “Dio è autistico: vive in un mondo tutto suo” e lei risponde con “Boria: parole al vanto”. Allora io le faccio un fendente con “La donna è l’unico enigma penetrabile” e lei mi prende in controtempo con “Felicità: fare il tutto esaudito”. Non pago tento un assalto con “La principessa daltonica non si accorse che il principe era azzurro” e lei mi colpisce al petto con una botta dritta che suona così: “Ci sono uomini tutti di un pezzo e altri tutti di un prezzo”.

Insomma, avrete capito che ci piace giocare, anche sull’orlo del precipizio, siamo dei sarti della vertigine. Rosanna mi è simpatica, per questo le ho fatto un film ritratto e le ho offerto pure un margarita, con il sale da mettere sulle nostre ferite, perché il dolore non sia mai insipido, e nemmeno la vita. Come dice Rosanna: “Invecchiare non è rassegnarsi, ma evolversi buttando a mare la zavorra del superfluo e lasciare galleggiare l’incanto dell’essenziale”.

Il libro di aforismi di Rosanna, dedicato all’incantevole figlia, si chiama Ti do la mia parola, e io vi do la mia parola che ne vale la pena, per un motivo semplice: gli aforismi rendono più intelligenti.

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