Virginia Roberts, la prima ragazza a denunciare il miliardario Jeffrey Epstein accusandolo di averla ridotta a sua schiava sessuale, ha rilasciato una lunga intervista esclusiva che andrà in onda nel weekend su “60 minutes Australia” in cui ripercorre la sua storia, tornando anche davanti alla casa di New York dove dice di esser stata tenuta prigioniera quando era ancora minorenne dal finanziere morto in carcere quest’estate. “Essendo una bambina non mi rendevo conto in quale mondo mi stesse portando. Questa dimora rappresenta per me una prigione”, ha detto Virginia Roberts rilanciando poi le sue accuse nei confronti anche del Principe Andrea, il figlio della Regina Elisabetta amico di Epstein coinvolto nello scandalo. “Lui dovrebbe andare in galera. Ma succederà mai? Probabilmente no“, ha detto difendendo poi la foto che la ritrae con il figlio della Duca di York: “Questa è una foto reale. Questo è Andrew. La foto è stata scattata a casa di Maxwell. Andrew dice che non è il suo braccio e quelle non sono le sue dita. Oh, le dita paffute, le conosco“.

Ma il Principe Andrea non è il solo a finire nel mirino della Roberts: “Sono stata aggredita sessualmente da altri miliardari, da politici. Era l’élite del mondo. I loro nomi dovrebbero essere noti e dovrebbero vergognarsi per quello che hanno fatto. È orribile. Non c’è una parte del mio corpo di cui non hanno abusato. Epstein mi ha portato su un traghetto durante uno dei viaggi a New York City. Avevo circa 15 o 16 anni all’epoca. Nelle settimane successive al giorno in cui questa immagine è stata scattata Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell – ha rivelato commentando alcune foto rese pubbliche dalla polizia di New York – mi hanno insegnato a fare ciò che volevano, comprese le attività sessuali e l’uso di giocattoli sessuali. L’addestramento si faceva a New York e in Florida, nelle dimore di Epstein. Si faceva ogni giorno ed era come andare a scuola. Ho anche dovuto fare sesso con Epstein molte volte. Ero addestrata per essere tutto ciò che un uomo voleva“.

“Quando ero con lui faceva sesso con ragazze minorenni quotidianamente. Il suo interesse per questo tipo di sesso era evidente per le persone intorno a lui. Le attività erano così evidenti che chiunque avesse trascorso del tempo in una delle residenze di Epstein sarebbe stato consapevole di ciò che stava accadendo”, ha raccontato ancora la donna. E quando l’intervistatore le ha chiesto perché non sia scappata dal finanziere, ha risposto: “Epstein mi aveva promesso molto e sapevo che se lo avessi lasciato avrei avuto grossi problemi. Sapevo anche di essere stato testimone di molti comportamenti illegali da parte di Epstein e dei suoi amici. Se avessi lasciato Epstein, avrebbe potuto farmi uccidere o rapire, e sapevo sempre che ne sarebbe stato capace se non gli avessi obbedito. Mi faceva sempre sapere di conoscere persone nelle alte sfere. Lui diceva sempre di se stesso che in ogni caso se la sarebbe cavata. Io ero molto spaventata soprattutto perché ero un’adolescente”.

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