Da martedì 1 ottobre (a lunedì 4 novembre, ndr), Italia 1 è la terza rete italiana in prima serata con il 5.93% di share sul pubblico totale (+16.7% di ascolto rispetto all’omologo dello scorso anno)”, festeggia con un comunicato stampa ad hoc Mediaset. Un risultato positivo per la rete diretta da Laura Casarotto che sale sul podio subito dopo Rai1 e Canale 5 ma soprattutto supera il diretto competitor Rai2. Un dato significativo considerando le nuove produzioni e i format solidi che la rete guidata, ancora per poche settimane, da Carlo Freccero sta proponendo in queste settimane: da Il Collegio a Che tempo che fa, da Maledetti Amici Miei a Rocco Schiavone.

Italia 1 che, ricordiamo, sempre più spesso supera la rete ammiraglia del Biscione alle prese con numerosi problemi in prima serata. Merito soprattutto de Le Iene, la trasmissione ideata da Davide Parenti, che garantisce risultati sempre superiori al 10% di share, molto spesso in media si avvicina al 12%. Due appuntamenti settimanali che condizionano la media di rete, ancora di più aggiungendo alcuni speciali extra realizzati dallo stesso gruppo di lavoro. Programma che, seppur con qualche scivolone memorabile nel curriculum, gode di un pubblico fedele e trasversale.

Le Iene e nulla più, il successo di Italia1 è nelle mani di questa trasmissione. Gli altri cinque giorni settimanali la rete si spegne, affidandosi a film e telefilm che ottengono comunque risultati degni di nota. Sul target commerciale 15-64 anni, per quel che conta davvero, si passa al 7,84% di share in prime time. C’è veramente un motivo per festeggiare? Per una tv commerciale in tempi di crisi ottenere buoni ascolti e superare il diretto competitor senza proporre programmi, senza progetti innovativi, senza sostenere costi è motivo di gioia.

C’è davvero motivo per festeggiare? Forse no, Italia 1 ha smesso di fare tv e questo, al netto di ogni riflessione sui costi, non può generare applausi. Perché in quelle poche righe mancano le dichiarazioni di Laura Casarotto: “Siamo la terza rete senza spendere soldi e senza fare più niente”. Parole che non ha ovviamente pronunciato ma è la tecnica del “fingersi morti” e del “non faccio, almeno non faccio male”.

La rete giovane di Mediaset non può spegnersi e non può accontentarsi, non può vivere di sole Iene. Che fine ha fatto la nuova edizione de La Pupa e il Secchone? E gli annunciati Low Cost di Pio e Amedeo e il Freedom-Oltre il confine di Roberto Giacobbo in arrivo da Rete4? La nuova edizione di Colorado e il programma comico di Diego Abatantuono? E l’esperimento di infotainment Social? Tutti progetti annunciati alla presentazione dei Palinsesti Mediaset lo scorso 3 luglio. Forse non tutti destinati all’autunno, non tutti definitivamente archiviati. Meglio un successo low budget oggi e una crisi domani per mancanza di prospettiva oppure una crisi oggi con investimenti per l’innovazione per un successo domani?

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