Si conoscono su Tinder, fanno sesso, poi lui la strangola e con il cadavere della ragazza in casa naviga su siti porno e incontra altre ragazze. La vicenda che ha dell’incredibile è accaduta in Australia ed è riportata nella sua interezza dalla Bbc. Ad Auckland, Nuova Zelanda, si è infatti appena svolta la prima seduta del processo che vede come imputato un ragazzo australiano di 27 anni che secondo l’accusa avrebbe ucciso la 22enne Grace Millane circa un anno fa. Il pubblico ministero ha sostenuto che la ragazza sia stata strangolata nell’appartamento del ragazzo dopo che i due si erano incontrati grazie a Tinder e avevano passato la serata in diversi bar della città. “Quella sera erano perfettamente a loro agio l’uno con l’altro. Dai filmati raccolti nei vari locali li si vede baciarsi”, ha spiegato il procuratore generale McCoubrey aprendo il processo. L’imputato, che ha subito negato ogni accusa, ha prima confermato di aver passato la sera a bere con la Millane e poi di essersene tornato a casa da solo.

Successivamente incalzato da indizi evidenti (ecchimosi sul collo della ragazza, lividi in diverse parti del corpo) il ragazzo ha parlato di rapporti sessuali violenti ma consenzienti fatti di schiaffi e morsi, e infine di essersi addormentato fino al mattino successivo quando avrebbe per la prima volta visto lì nella sua stanza il corpo senza vita della sua occasionale partner. “Mi è saltata addosso e ha iniziato a mostrami cosa voleva. Mi ha stretto attorno al collo e mi ha spinto sul letto – ha spiegato il giovane dando la sua versione dei fatti -. Abbiamo iniziato a fare sesso più violento. Siamo finiti sul pavimento e abbiamo continuato a farlo lì. Ci colpivamo e ci mordevamo. Mi ha detto di tenerle le braccia strette attorno al collo e di stringere più forte. Quando abbiamo finito sono andato a farmi una doccia. Quando sono tornato lei era a letto. Mi sono addormentato e quando mi sono svegliato ho pensato che lei se ne fosse andata. Invece era sul pavimento. Ho visto che il sangue le correva dal naso”.

Secondo l’accusa il presunto omicida quella notte avrebbe cercato di eliminare il corpo, poi si sarebbe attaccato al pc cercando siti porno e googolando frasi come “big bag near me” e “rigor mortis”. L’ultimo capitolo della vicenda, il giorno successivo la morte della Millane, vede il ragazzo correre ad un altro appuntamento preso su Tinder con ancora il cadavere nascosto nell’appartamento. Corpo che avrebbe definitivamente occultato alcuni giorni dopo chiudendolo in una valigia poi seppellita sommariamente a Waitakere Ranges, vicino ad Auckland. Grace Millane, originaria dell’Essex, stava concludendo un giro del mondo zaino in spalla che l’aveva vista viaggiare per sei settimane in Sud America e poi in Nuova Zelanda. L’omicidio della giovane turista inglese è diventato l’argomento più discusso nel paese tanto che il primo ministro Jacinda Ardern si è scusata dell’accaduto con i familiari della vittima.

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