“La via maestra scelta dal governo è incentivare il passaggio alla moneta elettronica e la tracciabilità delle transazioni economiche, come è stato fatto con la fatturazione e lo scontrino elettronico. Gli interventi in materia penale sono circoscritti. Personalmente non credo che il codice penale sia il punto chiave per ridurre l’evasione“. Nel giorno in cui entra in vigore il decreto fiscale, che dopo la conversione in legge abbasserà le soglie di punibilità e aumenterà le pene per gli evasori, il viceministro dell’Economia Antonio Misiani (Pd) intervistato da Repubblica ripete che la battaglia contro l’evasione dal suo punto di vista va fatta con incentivi più che con le manette, punto caro al M5s. Poi ribadisce che sulla sugar tax e la plastic tax saranno possibili modifiche nel caso si riesca a “individuare coperture alternative“, dopo aver ascoltato “tutti i portatori di interesse”. In ogni caso si tratta di “imposte di scopo”, che puntano nel primo caso a “ridurre il contenuto di zucchero delle bevande e contenere l’obesità infantile” e nel secondo ad accelerare la transizione verso i materiali non inquinanti.

“È una manovra che evita agli italiani la Salvini tax”, premette Misiani, “una stangata Iva che sarebbe costata in media ad ogni famiglia 541 euro, e aiuta il paese a ripartire tagliando le tasse ai lavoratori, abolendo il super ticket, rifinanziando gli incentivi di Impresa 4.0 e i bonus edilizi, promuovendo il più grande piano di investimenti pubblici della storia recente di questo paese. Misure finanziate con soldi veri, senza inventarsi nuove clausole di salvaguardia come avveniva in passato”. Anche se la manovra è coperta per oltre la metà – circa 16 miliardi – in deficit.

Per Misiani la priorità, “non appena avremo più risorse a disposizione, è ridurre ulteriormente la pressione fiscale e rafforzare le misure per le famiglie e gli anziani non autosufficienti. L’assegno unico e la dote servizi sono obiettivi strategici. Dobbiamo abbattere una serie di costi che le famiglie sostengono, a partire da quelli per l’istruzione e l’assistenza”. Il viceministro spiega che “le imposte sulla plastica e sullo zucchero sono imposte di scopo. L’obiettivo di quella sulla plastica è accelerare la transizione verso i materiali non inquinanti. La sugar tax aiuterà, come sta avvenendo in decine di paesi, a ridurre il contenuto di zucchero delle bevande e a contenere l’obesità infantile. Ciò detto, ascolteremo tutti i portatori di interesse con la massima disponibilità, individuando coperture alternative, a migliorare queste misure”.

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