E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il decreto fiscale che accompagna la legge di Bilancio. Il testo, che come annunciato prevede soglie di punibilità più basse e pene più alte per chi evade oltre 100mila euro, entra in vigore da domani ma le novità in materia di reati tributari scatteranno solo dalla data di uscita in Gazzetta della legge di conversione. Quindi a valle di un iter parlamentare che potrà durare fino a 60 giorni. Altre misure, come l’abbassamento del tetto al contante da 3mila a 2mila euro, le multe per gli esercenti che non accettano carte e bancomat e il credito di imposta sulle commissioni per i pagamenti elettronici spuntato nell’ultima versione del testo, saranno operative dall’inizio di luglio. Dal testo finale è saltata la norma di cui ha dato notizia Il Fatto Quotidiano di sabato che consentiva alle imprese operanti nel campo della difesa di avere accesso ai fondi per la cooperazione allo sviluppo. Il ministero degli Esteri, come ha spiegato Luigi Di Maio, ne ha chiesto la cancellazione.

Per il resto, il decreto prevede diverse norme contro l’evasione fiscale, dal contrasto alle indebite compensazioni all’estensione del regime del reverse charge per limitare il fenomeno dell’illecita somministrazione di manodopera passando per le norme ad hoc contro le frodi sui carburanti e nell’acquisto di veicoli usati e l’esenzione fiscale dei premi della lotteria nazionale degli scontrini che partirà nel 2020. Confermato il rialzo del prelievo su slot e videolotteries, il potenziamento dei controlli con tanto di agenti sotto copertura e la creazione di un Registro unico degli operatori del gioco pubblico per “contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei giochi e la diffusione del gioco illegale”.

E’ una novità delle ultime ore la nuova Imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPi) che sarà applicata alle trivelle offshore, così come l’aumento a 400 milioni di euro del rifinanziamento del prestito ponte per Alitalia e il taglio di 3 miliardi di risorse dei ministeri. Per la gran parte delle partite Iva cala l’acconto Irpef, Irap e Ilor di fine anno: la norma, che vale 1,460 miliardi di euro e sposta questo ammontare al 2020, prevede che per il secondo acconto, che si versa tra novembre e dicembre, i soggetti sottoposti agli Isa versino il 50% dell’acconto dovuto e non più il 60%. Nel decreto trovano spazio anche gli incentivi per l’acquisto dei seggiolini antiabbandono e contributi per il rinnovo del parco veicoli delle aziende dell’autotrasporto con l’acquisto di mezzi meno inquinanti.

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