Hanno adottato un bambino di 11 anni in India con la promessa di portarlo in Inghilterra e dargli una vita migliore ma poi lo hanno fatto uccidere per intascarsi le 150mila sterline della polizza assicurativa che avevano aperto a suo nome. È quanto, secondo la polizia, hanno fatto Arti Dhir, 55 anni, e Kaval Raijada, 30, una coppia di indiani residenti nel Regno Unito, come riferisce la Bbc. Il piano architettato dai due era apparentemente perfetto ma il decesso di Gopal Sejani, questo il nome dell’orfano che avevano preso in adozione, non avesse finito per destare sospetti.

Secondo quanto ricostruito durante il processo a loro carico, nel 2015 la coppia era andata in India, a Keshod, e aveva pubblicato un annuncio su un giornale locale in cui diceva la sua intenzione di adottare un orfano e portarlo con sé a Londra. Così aveva incontrato Gopal, un bambino che viveva con la sorella maggiore e il marito di questa. La famiglia aveva accettato che il piccolo venisse adottato, sperando che potesse avere una vita migliore in Inghilterra. Nel frattempo, i due avevano stipulato una polizza assicurativa che gli avrebbe garantito, a fronte di un pagamento di 15mila sterline, un incasso di 150mila in caso di morte del piccolo.

Poi, l’8 febbraio del 2017 il bambino fu rapito, pugnalato e abbandonato su una strada del Gujarat da due uomini in moto che aggredirono anche suo cognato, Harsukh Kardani, mentre cercava di difendere il bimbo: entrambi morirono poco dopo in ospedale. Sulla vicenda indagò la polizia indiana secondo cui in precedenza già due volte alcune persone avevano tentato di uccidere il bambino ma senza riuscirci. Per il duplice omicidio sono state arrestate in India quattro persone, tra cui un amico della coppia che ha detto di essere amico di Dhir e Raijada e aver trascorso del tempo con loro quando era a Londra per motivi di studio.

Anche su Dhir e Raijada pendono sei capi di imputazione: i due sono stati arrestati nel Regno Unito nel giugno 2017 su richiesta del governo indiano, prima che riuscissero ad intascarsi la polizza assicurativa, ma il 2 luglio di quest’anno un giudice del tribunale di Westminster ha rifiutato la loro estradizione per motivi umanitari ma, come riferisce la Bbc, il tribunale indiano che segue il caso si è opposto al rifiuto. Intanto i due sono fuori dal carcere su cauzione.

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