La sosia zombie di Angelina Jolie è stata arrestata dalle autorità iraniane per i crimini di blasfemia e istigazione alla violenza. Sarah Tabar è divenuta celebre nel 2018 per le foto pubblicate su Instagram che la vedevano “truccata” come la Jolie ma modello “sposa cadavere”. Colorito terreo, guance scavate, labbra rigonfie, naso appuntito e schiacciato alla Michael Jackson, la Tabar aveva assunto le sembianze deformate di un lugubre cartone animato dell’orrore, modello “ghoul”. All’inizio della vicenda la leggenda metropolitana volle che la ragazza avesse subito più di 50 interventi di chirurgia plastica, ma poi lei stessa spiegò che la maggior parte delle foto nei suoi post erano state pesantemente modificate digitalmente.

Secondo quanto ha riportato la Bbc alla 22enne sarebbe stato chiuso anche il profilo Instagram da 15mila follower su cui postava spesso primi piani inquietanti del suo viso trasformato in quello che su alcuni siti viene addirittura chiamata un’ “installazione vivente”. Profilo che però risulta tutt’ora attivo e zeppo di richieste di utenti che vogliono capire cosa le sia successo veramente. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim la ragazza sarebbe accusata di blasfemia e istigazione alla violenza, ma anche di acquisizione illegale di proprietà, insulto al codice di abbigliamento dell’Iran e incoraggiamento dei giovani a commettere atti di corruzione. Il suo nome si aggiunge ad una lunga lista di influencer e blogger di moda iraniani che sono stati censurati e fermati dalla legge del loro paese.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Rosy Abate, mail bombing contro Taodue per salvare il personaggio. Pietro Valsecchi: “Stiamo rimontando il finale dell’ultima puntata”

next
Articolo Successivo

Lady Diana “preda sessuale”: le nuove rivelazioni di Elton John. “Rissa in corridoio tra Richard Gere e Sylvester Stallon per farsi la principessa”

next