Un nuovo richiamo contro l’approvazione della risoluzione che equipara in alcuni passaggi nazismo e comunismo. Questa volta, il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, lo fa da Marzabotto, un luogo simbolo della lotta al nazifascismo. Ribadisce in maniera chiara la sua contrarietà al voto di Strasburgo. Si rivolge direttamente ai suoi colleghi. “Se vogliono vedere dov’è nata l’Europa, li invito qui, a Marzabotto”, scandisce Sassoli, oratore ufficiale della cerimonia per il 75esimo anniversario dell’eccidio, sottolineando che “equiparazioni improprie minano la nostra identità” e accettando l’invito a promuovere un confronto con quelle forze che hanno sostenuto il documento.

“Tutti, io per primo, siamo tenuti a rispettare le istituzioni, ma questo non significa essere d’accordo con conclusioni imprecise e confuse, perché – ha sottolineato Sassoli – la storia non si scrive a maggioranza e la storia non si scrive nei nostri Parlamenti”. Dunque, ha proseguito, “rispetto non significa condivisione, rispetto non significa alimentare confusione fra chi fu vittima e chi carnefice”. Secondo Sassoli, “dire mai più totalitarismi in Europa, in un momento in cui forze estremiste e neofasciste nei nostri Paesi hanno ripreso fiato è utile e doveroso” e “intervenire nella riscrittura della storia, invece, può prestarsi a distorsioni”. Quindi, ha concluso il presidente del Parlamento Ue, “la guerra di liberazione dal nazifascismo in Europa è cosa molto precisa e ha consentito a noi di godere di libertà fondamentali, di ricostruire sistemi democratici, di lanciarci in un’avventura straordinaria come quella dell’unità europea”. La cerimonia per il 75esimo anniversario dell’eccidio del 1944, che in pochi giorni costò la vita a oltre 700 civili, tra cui decine di bambini, ha avuto come tema centrale proprio la risoluzione sulla memoria europea.

Tra il pubblico sono spuntati vari striscioni contro il testo ed è stata in prima persona la sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, a farsi portavoce del malumore di un’intera comunità: “Chiediamo a Sassoli di fare tutto il possibile per portare a una ridiscussione dei contenuti della risoluzione”, ha detto la Cuppi, sottolineando come si sia trattato di “un atto gravissimo da parte di un’istituzione che rappresenta tutti i cittadini europei” e definendo l’equiparazione come “voluta da alcune parti politiche che, a casa nostra in particolare, stanno avendo molto successo e sono vicine a formazioni neofasciste e neonaziste”. Sassoli ha detto quindi che si impegnerà “perché presto vi sia un confronto fra il Comune e il Comitato per le vittime di Marzabotto con i gruppi parlamentari europeisti che hanno condiviso quella risoluzione”. E ha ribadito la sua posizione: “Bene ha fatto la sindaca a richiamare tutti, anche le istituzioni europee, a evitare equivoci e pronunciare giudizi”.

A sostenere l’iniziativa di Sassoli anche il deputato del Pd, Andrea De Maria, che è stato sindaco di Marzabotto: “Condivido e sostengo le considerazioni di Sassoli, sull’unicità della barbarie nazifascista e sulla pagine di storia di libertà e democrazia che hanno scritto i comunisti italiani. Sono stato fra quelli che avevano segnalato pubblicamente i limiti di quella risoluzione e sono particolarmente contento che oggi Sassoli abbia saputo davvero, a Marzabotto, raccoglie il disagio di tanti e indicare un percorso di confronto sul tema di straordinario valore”.

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