In ogni rapporto l’inizio è fantastico, poi si va in salita e le donne cominciano a rompere”. A dirlo in un’intervista al Messaggero è l’attore Marco Giallini che si prepara a tornare in tv nei panni del vicequestore Rocco Schiavone, l’investigatore con il vizio delle canne e l’intuito infallibile nato dalla penna di Antonio Manzini. Sarà che ormai la serie tv è alla sua terza stagione (l’esordio è mercoledì 4 ottobre alle 21.00 su Rai2, ndr), ma Giallini dice di sentirsi molto vicino al personaggio che interpreta: “Mi sono affezionato al personaggio, mi trovo bene nei suoi panni: canne a parte, penso di somigliargli – ha ammesso -. Anch’io, come lui, sono refrattario alle imposizioni. Ho sempre fatto di testa mia. Forse è per questo che il successo mi è arrivato a 50 anni”.

Al Messaggero, l’attore 56enne ha parlato poi della sua vita vita privata e di come, dopo la scomparsa di sua moglie Loredana nel 2011, non ci sia più posto per l’amore: “No, per carità non sono fidanzato. Vivo felicissimo con i miei figli Rocco e Diego, due ragazzi magnifici”. E con loro, Giallini, vuole continuare ad abitare in periferia, per non perdere il contatto umano con le persone del suo quartiere: “Voglio salutare i miei vicini. Al centro di Roma non sarebbe possibile coltivare i rapporti umani”. La cosa di cui va più fiero? “Vado fiero di essere arrivato fino a qui con le mie forze”.

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