La velocità di slittamento di una parte del ghiacciaio Planpincieux è aumentata fino a 90 centimetri al giorno (e non 60 come diffuso in mattinata). Si tratta del blocco frontale di circa 27mila metri cubi, pari al 10 per cento del totale dell massa di nevi perenni. Secondo i dati dei sistemi di monitoraggio radar, il blocco principale, più consistente, continua invece a muoversi di circa 30-35 centimetri al giorno.

Il ghiacciaio del Monte Bianco, “in bilico” sulla Val Ferret, dalla scorsa settimana, è tenuto d’occhio da un sistema radar che utilizza una tecnologia, rodata da una decina d’anni per il controllo di alcune frane, che è in grado di percepire movimenti molto piccoli, anche di un decimo di millimetro, in qualsiasi condizione di visibilità. Nei primi giorni di rilevazione, era stato notato un movimento di “alcune decine di centimetri” di tutto il Planpincieux.

Adesso invece la parte frontale – la cui caduta “è probabile nei prossimi giorni o settimane” – accelera ma non cambia lo scenario dell’allerta riguardante il blocco di ghiaccio più consistente che continua a muoversi a velocità costante, come spiega Fabrizio Troilo, glaciologo della Fondazione Montagna sicura, ente che collabora con la Regione Valle d’Aosta nel monitoraggio dei ghiacciai sul versante italiano.

“Dall’esperienza di monitoraggio – aggiunge l’esperto – un settore con quella velocità e con quei volumi probabilmente cadrà nei prossimi giorni o settimane, ma sarà un evento limitato, che si arresta nel conoide immediatamente sotto il ghiacciaio e non avrà influenza sulle strade sottostanti”. Inoltre, la caduta del blocco più piccolo “non allevia se non marginalmente – precisa ancora – il carico dei 250mila metri cubi che continuano a scendere a velocità costante”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Clima, con certi personaggi in giro non è che ci meritiamo davvero l’estinzione?

next
Articolo Successivo

Clima, concentrarsi sulla diagnosi non basta. Occorre agire sulla terapia

next