La Commissione antimafia ha desecretato e pubblicato sul suo sito tutti gli atti relativi alle audizioni rese dal pentito Salvatore Totuccio Contorno – il secondo pentito più importante della storia di Cosa nostra dopo Tommaso Buscetta – a Palazzo San Macuto durante la X Legislatura. Contorno, affiliato mafioso della famiglia di Santa Maria di Gesù di Palermo, nel 1984 decise di seguire l’esempio di Buscetta e cominciò a collaborare. Le sue dichiarazioni entrarono nel maxiprocesso nell’inchiesta Pizza Connection. Sottoposto a programma di protezione negli Stati Uniti, nel novembre 1988, Totuccio Contorno fece segretamente ritorno a Palermo, dove in quel momento imperversava una guerra di mafia, proprio contro i suoi ‘nemici’ corleonesi. “Il suo arresto, eseguito a Palermo nel maggio 1989, destò grande scalpore nell’opinione pubblica, a causa della sorpresa per la sua presenza a Palermo in un momento rilevante per gli equilibri di riorganizzazione di Cosa Nostra – scrive la commissione Antimafia – Peraltro, non mancò chi, con il ricorso a lettere anonime, tentò di colpire lo strumento della gestione dei collaboratori di giustizia, nonché i magistrati e gli inquirenti in quel momento più esposti sul fronte dell’azione di repressione: fu quella la stagione del ‘Corvo'”.

“La pubblicazione degli atti relativi a Contorno si inquadra nel più ampio progetto di declassificazione voluto dalla Commissione Antimafia e che a luglio ha portato alla desecretazione delle audizioni del giudice Paolo Borsellino – spiega Roberto Tartaglia, ex pm della Dda di Palermo, ora consulente dell’Antimafia nazionale – I documenti pubblicati – spiega Tartaglia, promotore dell’iniziativa – forniscono un quadro fedele e drammatico dell’estate del 1989, un anno cruciale nella storia della mafia e dell’antimafia. Parlo della terribile stagione dell’infamante anonimo del ‘Corvo 1’ e dell’attentato dell’Addaura a Giovanni Falcone. Quel che viene fuori in modo drammatico – aggiunge – è quanto la vicenda Contorno venne usata strumentalmente per isolare Falcone e per colpire investigatori come Gianni De Gennaro che avevano mostrato particolare bravura pur tra mille oggettive difficoltà”.

“Le audizioni pubblicate in questa sede contribuiscono a ricostruire una complessa questione di quella cruciale stagione palermitana – spiega la commissione antimafia – Per quanto concerne il regime degli atti, si specifica che trattasi di resoconti stenografici di sedute plenarie già pubblicate negli atti parlamentari della X legislatura; di relazioni (Doc. XXIII) sempre della X legislatura”. Ma c’è anche un “resoconto stenografico inedito di un incontro di un gruppo di lavoro della Commissione, presso una scuola di Polizia di Roma, con il signor Salvatore Contorno, con il Vicequestore e Capo del nucleo anticrimine della Criminalpol Gianni De Gennaro e con il capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera, declassificato nella XIII legislatura, nelle sedute della commissione del 26 gennaio 1999 e del 16 novembre 1999″.

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