Un tour in perdita che si ripaga grazie al mega concerto finale all’aeroporto di Linate. È finito così il Jova Beach Party di Lorenzo Cherubini. Diciotto date sold out, oltre 600mila spettatori, evento assoluto e straordinario che, pur tra mille polemiche, segnerà un significativo spartiacque pre e post tour sia per Jovanotti stesso che per i colleghi amanti dei bagni di folla estivi che con questo exploit dovranno d’ora in avanti misurarsi.

A fine corsa però c’è chi ha fatto i conti in tasca all’organizzazione. E ha scoperto che tanta magniloquenza per poco non faceva saltare in aria la cassa del Jova Beach Party. 35 milioni di incassi dai biglietti (59,50 euro a prezzo fisso ogni tagliando), più le tante sponsorizzazioni private ma allo stesso tempo, come rilevano sia il quotidiano Il Giorno che Italia Oggi dati ufficiali alla mano, una lievitazione dei costi per ogni data dai 170mila ai 200mila euro, a partire fin dal primo concerto a Lignano il 6 luglio 2019. “Nonostante una sfilza di sold-out lunga così, infatti, la difficoltà di confrontarsi con realtà ambientali complesse come le spiagge, mai affrontate prima in Italia con i ritmi e i tempi di tournée, hanno fatto lievitare i costi di produzione da 1 ad 1,5 milioni di euro a concerto”, scrivono sulle pagine dell’edizione lombarda di QN.

Le perdite non previste stimate attorno ai 3 milioni di euro in totale sarebbero però state appianate grazie ai 6 milioni raccolti solo nell’ultima data di Linate grazie ai 100mila spettatori paganti. Ad ulteriore conferma di una stagione fortunata per Jovanotti&Co. Nelle scorse ore è stato battuta un’agenzia a firma MF Dow Jones, dove vengono pubblicati i dati di bilancio della Soleluna srl, società partecipata al 90% da Jovanotti e al 10% dalla moglie Francesca Valiani. La società di casa Cherubini ha chiuso l’ultimo bilancio (presumibilmente del 2018, nel lancio non c’è scritto ndr) in utile di 961mila euro, con un aumento del 164% rispetto all’anno precedente. “Merito del balzo del 45% del fatturato e del risparmio di 200mila euro sui costi, scesi da oltre un milione a circa 850mila euro, di cui 545mila per servizi e 100mila per il personale. In calo anche i debiti a breve termine, passati da 883 a 858mila euro”, scrive MF Dow Jones. Un utile che è stato destinato a “riserva straordinaria”. Del resto, segnala sempre il breve lancio, il 2019 è stato l’anno del Jova beach Tour che lo stesso Jovanotti ha definito a livello imprenditoriale come una “start-up”. “Una formula innovativa con molte potenzialità di crescita, ma con altrettante necessità di investimento”, chiosa l’agenzia. Insomma tanti onori per la riuscita artistica del tour, ma anche tanti oneri per quanto riguarda la complessa impalcatura finanziaria per realizzarlo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Pablo Trincia, l’ex Iena passa a Chi l’ha visto con Federica Sciarelli: “Sono sempre stato affascinato dalle storie degli scomparsi”

prev
Articolo Successivo

Lele Mora, la scoperta durante l’intervista: “Sì, il mio cancro è maligno ed è situato tra i polmoni ed i reni”

next