Si è dimesso il numero uno di Juul, start up di sigarette elettroniche statunitensi, Kevin Burn. Il veterano dell’industria del tabacco è stato infatti travolto dalle polemiche per i danni delle e-cig, il cui uso viene collegato a una malattia polmonare che negli Usa ha già causato otto morti. “Una vera epidemia“, denunciano le autorità statunitensi. La stessa azienda è già nel mirino delle procure americane: la federale della California ha infatti aperto un’inchiesta.

Il ceo sarà sostituito da K.C. Croshwaite, che ha guidato il passaggio dell’azienda Altria, società a cui fa capo il 35% di Juul, da produttrice di tabacco a produttrice di sigarette elettroniche. Nell’annunciare il cambio di vertice, Juul precisa anche che metterà fine alla campagna pubblicitaria “Make the Switch”. Una campagna criticata dalle autorità americane perché dipinge le sigarette elettroniche come un’alternativa più sicura alle sigarette tradizionali.

Ora Altria, che a fine 2018 ha investito 13 miliardi di dollari su Juul, ha annunciato anche lo stop alle trattative con Philip Morris International, società che vende il marchio di sigarette Marlboro e Chesterfield a livello internazionale, che avrebbero dovuto portare i due colossi a una fusione.

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