L’attore statunitense Aron Eisenberg, noto per aver interpretato il ruolo di Ferengi Nog, il figlio di Rom, in “Star Trek: Deep Space Nine“, la terza serie televisiva ambientata nell’universo fantascientifico di Star Trek (1993-99), è morto all’età di 50 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie Malissa Longo con un post su Facebook. “Aron era un’anima intelligente, umile, divertente, enfatica – ha scritto la moglie – Non ci sarà mai un’altra luce come quella di Aron. La bellezza che era e l’eredità che lascia dietro di sé va oltre le parole. Lo amo molto e mi mancherà per sempre. Al momento non sono sicura di come sarà la vita senza di lui”. Nell’agosto del 2015 ad Eisenberg era stata diagnosticata un’insufficienza renale e si era sottoposto pochi mesi dopo con successo a un trapianto di rene; il pagamento dell’intervento era avvenuto grazie ad una raccolta fondi tra gli amici dell’attore.

Nato a Hollywood il 6 gennaio 1969, Eisenberg ha cominciato la sua carriera in teatro, per ottenere poi ruoli da protagonista in molte serie televisive, tra le quali “I racconti della cripta”, “Amityville: La fuga del diavolo”, “Parker Lewis”, “Blue Jeans” e “General Hospital”. È stato guest star in “Motherly Love”, un episodio della serie “Una famiglia a tutto gas”. Eisenberg ha fatto poi diverse apparizioni nella serie degli anni ’90 “Il mondo segreto di Alex Mack”, nelle quali interpretava il personaggio Jerry. È apparso anche in diversi film, fra cui “Nel nome dell’amicizia”, “Puppet Master III: Giochi infernali”, “Streets”, “La banda dei rollerboys” e “La casa 7”.

Tra i fan della saga di Star Trek Eisenberg era noto per aver recitato il ruolo di Ferengi Nog nello spin-off televisivo degli anni ’90 “Deep Space Nine“. Sebbene la parte da lui interpretata necessitasse di un pesante trucco per recitare come Ferengi, era apparso senza make-up nei panni di un giornalaio nell’episodio “Lontano, oltre le stelle”. E’ apparso come un giovane Kazon, chiamato Kar, in “Star Trek: Voyager” nell’episodio “Iniziazioni“.

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