“Penso che Lukaku sia uno degli acquisti migliori che potesse fare evidentemente l’Inter. (…) A me piace moltissimo perché è il sosia di Zapata dell’Atalanta: questi hanno qualcosa in più degli altri, non c’è niente da fare. E poi è un uomo che alla fine i gol li fa. E poi questo ti trascina la squadra. Questo nell’uno contro uno ti uccide, se gli vai contro cadi per terra. O c’hai 10 banane qui per mangiare che gliele dai, altrimenti …”, a parlare è Luciano Passirani, opinionista di Telelombardia. Nel corso di QSVS (Qui Studio a Voi Stadio) il dirigente sportivo si lascia andare a un commento razzista nei confonti dell’attaccante nerazzurro di nazionalità belga.

In studio si sentono risate imbarazzate ma il conduttore Alfio Musumarra interviene: “Non si possono fare queste robe, sennò poi scivoliamo in una situazione davvero fuori controllo”. L’opinionista prova a difendersi: “Era una battuta”, il padrone di casa non arretra e rafforza il concetto: “Venuta male. Ovviamente siamo proprio andati oltre su questa cosa. Anche perché è una situazione in cui soprattutto in questo periodo c’è grande attenzione mediatica. Ovviamente ci scusiamo per quello che ha detto Luciano, voleva fare una battuta, gli è uscita male.”

L’episodio ovviamente cattura attenzione e indignazione sui social, irritando ovviamente i telespettatori del canale. Il caso esploso intorno alle 17 solo tre ore dopo porta a una decisione del gruppo Mediapason, il direttore Fabio Ravezzani ne annuncia il licenziamento senza nemmeno citarlo: “Non con molto dispiacere non potremo invitare più questa persona, che è stato il primo a scusarsi, così come immediatamente il conduttore Alfio Musmarra, si era veramente ripreso per questa frase (?) facendo il suo dovere di buon conduttore, però ce ne scusiamo ancora, io come direttore me ne sento comunque responsabile e l’unica cosa che possiamo fare, obtorto collo, è non invitare questa persona che per la prima volta in vita sua ha usato un termine di questo genere, ma che noi non tolleriamo, non tolleriamo perché anche su una battuta si può in qualche modo ferire una cultura che deve essere senza se e senza ma contro ogni forma di razzismo”.

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