Uno studio condotto da ricercatori di diversi atenei europei, fra cui l’Università del Sussex nel Regno Unito, la e la Stanford University in Claifornia e l’Università di Aarhus in Danimarca, hanno messo in evidenza che il potenziale europeo di energia eolica è talmente elevato che, se sfruttato al massimo, potrebbe soddisfare l’intero fabbisogno mondiale. Purtroppo, al momento l’Unione europea non è nemmeno vicina a raggiungere il suo pieno potenziale.

Lo studio ha simulato il potenziale per le future installazioni di turbine eoliche terrestri in tutta Europa. Tramite mappe ha conteggiato tutte le restrizioni e le normative socio-tecniche nazionali e regionali per lo sviluppo di parchi eolici, e tenuto conto delle analisi spaziali condotte tramite GIS (Geographical Information System, in italiano Sistema Informativo Geografico) basati su un set di dati provenienti dai satelliti e dai database pubblici relativi alla rete elettrica.

Il risultato è che il potenziale europeo per l’energia eolica terrestre è di 52 terawatt, equivalente a 1 megawatt ogni 16 cittadini europei, e che l’area potenziale per lo sviluppo di progetti eolici onshore è di 4.895.560 km2, equivalente al 46% circa del territorio europeo. In altre parole, questo significa che si installasse una turbina eolica in ogni luogo adatto sulla terraferma, l’Europa potrebbe produrre oltre 100 volte l’energia eolica attualmente prodotta a terra. Conteggiando oltre 11 milioni di turbine aggiuntive rispetto a quelle attuali, si produrrebbe energia sufficiente per tutto il mondo tra oggi e il 2050.

Benjamin Sovacool, esperto di politica energetica all’Università del Sussex coinvolto nello studio, spiega che “non stiamo dicendo che dovremmo installare turbine in tutti i siti adatti che abbiamo identificato, ma lo studio dimostra l’enorme potenziale di energia eolica in tutta Europa che deve essere sfruttato se vogliamo evitare una catastrofe climatica. Lo studio non è un progetto di sviluppo [evidenzia solo le aree adatte all’attuale tecnologia eolica, non tiene conto delle proprietà private o dell’accettazione da parte dei residenti], è una guida per i politici che indica quanto si può fare di più, e dove ci sono le migliori opportunità”.

Oggi l’Unione Europea è leader nella produzione di energia eolica: calcolando l’energia prodotta dalle turbine onshore e offshore produce quasi un terzo della capacità eolica mondiale. La Commissione europea ha promesso che entro il 2050 saranno ammodernate o aggiunte almeno 100.000 turbine eoliche, ma i dati dimostrano che si può puntare molto più in alto, anche escludendo i parchi eolici offshore. Il 46% di territorio soprannominato è adatto all’installazione di turbine eoliche sia per la struttura stessa del terreno, sia per la velocità favorevole del vento, sia tenendo conto delle infrastrutture, delle aree edificate e delle aree protette. Si parla di quasi 5 milioni di chilometri quadrati, per una produzione di quasi 500 exajoule di potenza (circa 70 exajoule più del fabbisogno mondiale nel 2050). Le stime sono approssimative, ma rispetto a quelle precedenti sono molto più dettagliate. Oltre ai vantaggi ambientali si prospettano anche vantaggi economici, basti pensare che negli ultimi 10 anni la capacità di energia eolica è triplicata negli Stati Uniti e questo ha portato a un considerevole calo dei prezzi.

Foto: Depositphotos
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È doveroso però sottolineare che studi differenti, condotti con diversi set di dati, portano a risultati diversi. Ad esempio, uno studio pubblicato un mese fa da ricercatori tedeschi stima che si possano costruire parchi eolici solo su un quarto del territorio europeo. Questo non toglie che lo spazio di crescita sia comunque ampio rispetto allo stato attuale, e che lo sviluppo della tecnologia eolica possa incrementare la produzione di energia anche senza coprire di pale eoliche 5 milioni di chilometri quadrati di territorio. Secondo i ricercatori tedeschi, infatti, si supererebbe comunque di 10 volte il fabbisogno di elettricità del Vecchio Continente.

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