Le energie rinnovabili frenano in tutto il mondo. Nel 2018 sono stati installati, su tutto il pianeta, 177 GW di impianti alimentati da energie rinnovabili, lo stesso numero del 2017 ed è la prima volta che accade dal 2001. Negli ultimi 17 anni, infatti, c’era sempre stata una continua crescita. Il trend è stato registrato dall’analisi dell’Agenzia internazionale dell’energia, secondo cui questo stallo rappresenta un importante ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi fissati con gli Accordi di Parigi. In generale, a pesare, è il calo nel settore idroelettrico, ma anche il blocco nell’espansione del fotovoltaico. “Il mondo non può permettersi di mettere in pausa la crescita delle rinnovabili” ha dichiarato il direttore dell’agenzia, Fatih Birol. Che ha lanciato un monito ai governi: “Devono agire rapidamente per correggere questa situazione e permettere il celere sviluppo di nuovi progetti”.

IL TREND MONDIALE – Veniamo i numeri. Se analizziamo i dati nel loro complesso, a pesare maggiormente sul trend negativo internazionale è il calo registrato in Cina (che passa dagli 82 GW del 2017 ai 77 del 2018), dovuto alla scelta di Pechino di rivedere il sistema di sussidi per la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici. Va tenuto presente, comunque, che da sola la Cina ha installato più impianti rispetto a tutti gli altri Paesi citati nell’analisi e che rappresenta il 45% della nuova capacità installata lo scorso anno su tutto il pianeta. Se un risultato negativo lo incassano (anche se il calo è lieve) Europa (da 23 a 22 GW, quando nel 2011 si era a quota 38), Giappone (da 8 a 7, ma il dato più alto dal 2001 è quello di 12 GW raggiunto nel 2015) e India (da 15 a 14, comunque in crescita rispetto agli anni precedenti), l’unica potenza che vede aumentare la propria capacità energetica da rinnovabili sono gli Stati Uniti (da 17 a 18 GW), nonostante la politica del presidente Donald Trump, non esattamente un paladino dell’energia green. È l’effetto della crescita dell’eolico onshore, mentre il solare è in stallo. Sulle rinnovabili in generale, va sottolineato, c’è un importante calo rispetto al 2016, quando si era a quota 24 GW.

SETTORE PER SETTORE – Nel mondo passa da 25 a 20 GW la capacità energetica prodotta da impianti idroelettrici ma, in questo caso, il calo è anche minore rispetto ai dati del 2016 (36 GW). Aumenta, invece, l’installazione di impianti bioenergetici (da 7 a 9 GW) ed eolici (da 48 a 50 GW), anche se in questo secondo settore va registrato che nel 2015 si era a ben 68 GW. Fa riflettere, poi, lo stallo dell’energia solare. Nel 2017 97 GW, esattamente lo stesso numero del 2018. In questo caso la frenata è evidente, dato il forte incremento che c’era stato negli anni precedenti. Nel 2014 si era a 40 GW, nel 2016 a 75 GW. Sul fotovoltaico pesa il dato cinese, 44 GW contro i 53 nel 2017, bilanciato da una moderata crescita degli impianti in Europa, Messico, Medio Oriente e Africa. La mancata crescita dell’energia solare preoccupa, perché dal 2015 a oggi, è stato proprio il boom del fotovoltaico a livello globale a compensare la crescita più lenta di eolico e idroelettrico. La potenza rinnovabile cresce in molte economie emergenti e in paesi in via di sviluppo: in Medio Oriente, Nord Africa e diverse aree dell’Asia. Un’espansione guidata da eolico e fotovoltaico e dovuta a un rapido calo dei costi.

SI ALLONTANANO GLI OBIETTIVI PREVISTI  – Di fatto, però, la potenza installata nel 2018 da fotovoltaico, eolico, idroelettrico, bioenergia e altre fonti energetiche rinnovabili è fermata di 180 GW, lo stesso volume dell’anno precedente, che rappresenta “solo il 60% di quanto previsto dagli Accordi di Parigi per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni”. Secondo i trattati internazionali, infatti, la capacità energetica da rinnovabili dovrebbe crescere di almeno 300 GW ogni anno tra il 2018 e il 2030. “Grazie al rapido abbassamento dei costi, la competitività delle rinnovabili non è più vincolata agli incentivi finanziari” ha spiegato Birol, sottolineando che “servono politiche stabili supportate da prospettive a lungo termine oltre all’integrazione delle rinnovabili nei sistemi energetici in maniera ottimale ed economicamente virtuosa”.