Il nuovo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri del governo Conte 2 dovrebbe considerare urgentemente la soluzione dell’helicopter money, cioè di mettere denaro “nelle tasche degli italiani”. Tale opzione è avanzata da un’indiscussa autorità in campo finanziario come BlackRock, la più grande società d’investimento al mondo che gestisce un patrimonio di circa 6 trilioni (migliaia di miliardi) di dollari, e che è anche azionista di peso delle maggiori banche e imprese italiane. BlackRock afferma che per affrontare la prossima incombente, prevedibile crisi globale occorrerà “gettare denaro dall’elicottero”, ovvero ridare direttamente liquidità a un sistema economico strangolato dalla mancanza di risorse monetarie.

Secondo BlackRock “l’attuale spazio di manovra per le banche centrali globali è limitato e non sarà sufficiente per rispondere a una significativa, e forse drammatica, futura prossima contrazione economica. La politica monetaria convenzionale e non convenzionale opera principalmente attraverso l’effetto di stimolo di tassi di interesse a breve e a lungo termine più bassi. Questo canale è quasi esaurito…. Un ulteriore sostegno non può dipendere dal calo dei tassi di interesse”.

Per il colosso BlackRock neppure il Quantitative Easing può sostenere a sufficienza l’economia reale. Infatti il Qe (2,6 triliardi di euro nell’Eurozona) aumenta in maniera spropositata la liquidità di riserva delle banche commerciali: ma le riserve delle banche centrali costituiscono un sistema chiuso e l’aumento di liquidità delle banche commerciali non comporta per nulla l’aumento del credito per l’economia reale. Quindi la Bce pompa moneta per le banche, comprando da loro soprattutto i titoli di stato, ma tutta questa moneta non arriva alle famiglie, agli imprenditori, agli enti pubblici. Inoltre anche l’azione espansiva fiscale, l’aumento della spesa pubblica, in generale assolutamente necessaria, è inefficace quando gli stati sono già molto indebitati (come l’Italia).

“E’ necessaria una manovra senza precedenti quando la politica monetaria è esaurita e la politica fiscale da sola non è sufficiente. La manovra richiederà probabilmente un’azione diretta” afferma BlackRock. ”Questo significa che la banca centrale deve trovare il modo di trasmettere la sua moneta direttamente (senza passare per le banche, ndr) nelle mani di chi è in grado di spenderla nel settore pubblico e privato”.

Ormai gli economisti riconoscono che il Qe ha in gran parte fallito: ha salvato le banche e gli stati più indebitati (come l’Italia) e ha gonfiato gli asset finanziari e le borse; ma il credito bancario non è aumentato a sufficienza per l’economia reale. E’ necessaria un’altra manovra, più radicale. Occorre che le banche centrali e gli stati immettano direttamente moneta e liquidità nell’economia reale per farla ripartire. Si tratta di idee non convenzionali ma elaborate da economisti di grande levatura, come Milton Friedman e, prima di lui, J. M. Keynes (con la metafora del denaro da estrarre liberamente da una buca).

Anche Gualtieri dovrebbe considerare la possibilità che la Bce, o che in alternativa (più probabilmente) lo stato italiano, dia direttamente denaro alle famiglie, alle imprese e agli enti locali. Un fatto è certo: la crescita zero, il debito e le diseguaglianze uccidono la democrazia. E il governo giallo-rosa sopravviverà solo se riuscirà a ridare benessere agli italiani. Altrimenti il governo italiano farà la fine non felice del greco Alexis Tsipras, che dopo aver seguito il programma suicida di austerità dettato dalla Troika (Ue, Bce e Fmi) è stato sconfitto dalla destra nelle recenti elezioni. L’austerità impoverisce il popolo ma non funziona: dopo Tsipras, il debito greco infatti è rimasto pari al 180% del Pil, e il Pil greco è tuttora del 25% più basso rispetto a prima della crisi.

Il problema è quindi “mettere soldi nelle tasche degli italiani” e far ripartire la domanda interna (investimenti, consumi, spesa pubblica) e quindi l’economia produttiva e l’occupazione. Tuttavia è purtroppo molto difficile che la nuova Presidente della Bce, la francese Christine Lagarde, capovolga le dure politiche di austerità che hanno caratterizzato le politiche europee dalla crisi del 2007-8 in poi.

Certamente la Ue e la Bce non risolveranno il problema italiano della crescita, del debito pubblico e dello spread. Da 25 anni l’Italia presenta un bilancio pubblico in avanzo primario – cioè i cittadini pagano più tasse di quanto lo stato spenda. L’austerità italiana dura da 25 anni. Eppure da 25 anni lo stato italiano è costretto a aumentare il debito solo per pagare gli interessi sul debito. Un disastro.

L’oligarchia finanziaria da 25 anni ricava ogni anno dai 60 agli 80 miliardi di interessi sul debito pubblico italiano. L’economia nazionale è strozzata. Ma la soluzione esiste: lo stato potrebbe e dovrebbe emettere Titoli di Sconto Fiscale che consentirebbero di uscire finalmente dall’austerità.

I Tsf non sono né moneta parallela né titoli di debito. Rispettano quindi completamente le regole dell’Eurozona. I Tsf sono dei titoli che danno diritto di ridurre le tasse dopo tre anni dalla loro emissione ma non saranno mai rimborsabili in euro da parte dello Stato, e quindi non costituiscono debito pubblico. I Tsf verranno distribuiti gratuitamente a famiglie, enti pubblici e imprese. Come tutti i titoli di Stato, come i Bot e i Btp, sono negoziabili sul mercato finanziario e quindi sono subito convertibili in euro (quasi alla pari) e aumentano subito la domanda aggregata. I Tsf nei tre anni prima della loro scadenza faranno crescere rapidamente l’inflazione e il Pil, e così alla maturità, al quarto anno, si “autoripagheranno”. Senza deficit e senza aumento del debito pubblico.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Il reddito di cittadinanza vuole prendere troppi piccioni con una fava. E rischia di non ottenere niente

prev
Articolo Successivo

Concessioni autostradali, il governo promette la revoca ma dimentica un tassello fondamentale

next