Alexis Tsipras si è dimesso. Ieri era non ha aspettato nemmeno i risultati finali delle elezioni per rinnovare il parlamento, a due ore dalla chiusura dei seggi, con meno del 40% dei voti scrutinati, ha fatto il suo discorso davanti alla stampa. Un breve bilancio di questi anni, l’orgoglio di aver lasciato un paese, preso sull’orlo della bancarotta, con il Pil in crescita di oltre 2 punti percentuali. Tsipras va via, ma annuncia ‘ho imparato a rialzarmi‘. Intanto già oggi riceverà Kyriakos Mitsotakis leader del partito conservatore e nuovo primo ministro.

Tsipras diviene primo ministro nel gennaio del 2015. Pochi mesi dopo fa un passo indietro ma solo per essere immediatamente rieletto. A luglio dello stesso anno c’è stato il referendum sulle regole imposte dalla Troika alla Grecia. Syriza vince di nuovo. Vince tutto. Ma Tsipras deve accettare le riforme ‘lacrime e sangue’ imposte da Bruxelles. E lo scorso maggio, alle Europee, il partito della sinistra radicale perde il primato. Così Syriza chiede elezioni anticipate e ieri Nea Demokratia vince le elezioni politiche con il 39%

 

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