Distribuire i soldi direttamente ai cittadini invece che affidarsi al quantitative easing, finora fallimentare nel portare l’inflazione dell’Eurozona su livelli sufficienti e spingere l’economia. In attesa che a metà settembre la Bce annunci le sue prossime mosse, torna in auge l’idea dell’helicopter money. L’intervento estremo proposto dal Nobel Milton Friedman come una provocazione e citato nel 2002 anche dal futuro governatore della Fed Ben Bernanke. A rispolverarlo è un report di BlackRock, la più grande società di investimenti al mondo, firmato da quattro autori tra cui l’ex vicepresidente Fed Stanley Fischer che oggi è senior advisor del gruppo. Titolo, Affrontare la prossima recessione – Dalla politica monetaria non convenzionale a un coordinamento tra politiche senza precedenti.

La premessa è che la politica monetaria ha quasi esaurito le sue potenzialità, visto che i tassi di interesse globali viaggiano ormai intorno allo zero o sotto. Quanto alla politica fiscale messa in campo dai governi, nonostante in molti Paesi ci sia spazio e necessità di maggiori investimenti in infrastrutture, istruzione ed energia rinnovabile questi interventi difficilmente possono fornire uno stimolo in tempo utile “visti gli alti livelli di debito e i tipici ritardi rispetto all’implementazione”. Di qui la proposta che le banche centrali inizino ad “agire direttamente”, trovando un modo per “mettere i soldi direttamente nelle mani” dei consumatori e del settore pubblico, anziché sperare nel trasferimento del qe all’economia reale attraverso il canale della banche commerciali.

La possibile soluzione descritta nel report prevede che il canale monetario e quello fiscale si coordinino attraverso uno strumento fiscale di emergenza con finanziamento monetario che verrebbe attivato dalla banca centrale ma utilizzato dalle autorità fiscali. L’ammontare di risorse a disposizione sarebbe determinato dalla banca centrale e calibrato per raggiungere l’obiettivo di inflazione. Fondamentale che ci sia una “chiara exit strategy”, per evitare di finire nella trappola del denaro facile da cui oggi Fed e Bce faticano a uscire e i rischi connessi al finanziamento monetario, come l’iperinflazione degli anni Settanta. L’idea è che questo nuovo fondo andrebbe chiuso appena raggiunto l’obiettivo di inflazione di medio termine.

Una tabella dettaglia, area per area, come mettere in pratica l’intervento diretto. Per l’Eurozona, visto il divieto di finanziamento monetario dei deficit pubblici e le restrizioni all’acquisto di titoli di Stato, l’opzione proposta comprende operazioni di finanziamento a lungo termine per le banche simili alle attuali Tltro ma condizionate alla concessione di prestiti a ogni cittadino adulto. Nessuna novità è invece prevista per il finanziamento degli Stati, già garantito dalla Banca europea per gli investimenti e da altre banche pubbliche.

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