Il governo ha deciso esercitare il golden power su quattro operazioni legate alla tecnologia 5G. Sotto osservazione del nuovo esecutivo – che ha deliberato l’uso dei poteri speciali su proposta del ministro Stefano Patuanelli – ci sono Tim, Linkem, Vodafone e Fastweb. Quest’ultima era già finita nel mirino a giugno per un accordo con Samsung. relativo al progetto pilota della rete 5G Fixed Wireless Access a Bolzano e Biella. Nella prima riunione a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri ha attivato l’esercizio della golden power anche per gli accordi tra Huawei e WindTre.

In particolare per Linkem e Vodafone la decisione l’esecutivo giallorosso riguarda l’informativa su accordi per l’acquisto di beni e servizi per la realizzazione e la gestione di reti 5G. Per Tim è relativa agli accordi conclusi prima del 26 marzo su apparati e sistemi di comunicazione rispetto ai quali la stessa tecnologia può essere considerata una naturale evoluzione. Fastweb invece è finita sotto la lente del governo per l’acquisto dalla cinese ZTE Corporation degli apparati relativi alle componenti radio per la realizzazione dell’ultima tratta della rete 5G FWA. Per quanto riguarda WindTre l’esercizio dei poteri speciali, con prescrizioni, è stato deciso dopo l’informativa notificata dalla compagnia di telecomunicazioni “circa gli accordi stipulati con Huawei”.

Lo sviluppo della rete 5G è da mesi al centro di una battaglia tra gli Usa e i cinesi di Huawei. Per il momento, oltre agli Stati Uniti, soltanto l’Australia ha bandito ufficialmente Huawei dalla propria rete 5G. Quanto all’Europa, la posizione dominante vede i singoli paesi prediligere un irrobustimento delle misure di sicurezza o un’esclusione parziale. A marzo, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, Donald Trump aveva avvertito Angela Merkel circa la sua intenzione di limitare lo scambio di informazioni tra le intelligence nel caso in cui la Germania avesse aperto le porte ai cinesi per la realizzazione della rete.

Il tema di fondo è che la Casa Bianca ha timore che le infrastrutture realizzate con impianti cinesi possano esporre i Paesi alleati e le basi statunitensi all’estero ad azioni di spionaggio mirato e altre criticità. Il Dipartimento della Difesa statunitense impiega una sua rete satellitare e di telecomunicazioni per le informazioni sensibili, ma la maggior parte del traffico estero passa attraverso network commerciali.

Huawei, uno dei più grandi produttori al mondo di apparecchiature per le telecomunicazioni, è in prima linea nello sviluppo della nuova tecnologia wireless 5G in Italia. Quella cioè che, assieme alla fibra, promette di rivoluzionare l’industria e la vita quotidiana delle persone con veicoli a guida autonoma e altre applicazioni smart. A metà luglio il ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, ha annunciato la creazione di 3mila posti di lavoro nel nostro Paese e investimenti per 3,1 miliardi chiedendo contestualmente “regole trasparenti” per l’applicazione del golden power.

“Al momento si applica solo ai fornitori non europei, invece, dovrebbe essere rivolto a tutti, perché la tecnologia è neutrale e non è legata a questioni geopolitiche”, ha detto aggiungendo che la tecnologia 5G è l’unica “infrastruttura sicura e affidabile” e si è detto “insoddisfatto” per il fatto che il governo abbia aumentato da 25 a 165 i giorni necessari per una idonea valutazione dei rischi e possibili violazioni alla sicurezza nazionale.

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