Huawei, la società cinese leader delle telecomunicazioni, ha annunciato investimenti per più di 3 miliardi di dollari in Italia nell’arco dei prossimi tre anni. Si prevede la creazione di 3mila posti di lavoro. L’annuncio del ceo in Italia della compagnia cinese, Thomas Miao, ceo di Huawei Italia, è arrivato lunedì mattina insieme alla richiesta di certezze di “regole trasparenti” sul 5G. Nello specifico, gli investimenti prevedono “1,9 miliardi di dollari in acquisto di forniture, 1,2 miliardi in marketing e operations e 52 milioni in ricerca e sviluppo”, per un totale di 3,1 miliardi di dollari, corrispondenti a 2,75 miliardi di euro.

L’investimento, secondo il ceo cinese, porterà circa millee posti di lavoro diretti e 2.000 nell’indotto entro il 2021. Tra i progetti c’è anche quello di creare a Pavia un laboratorio, il Microelectronics Innovation Lab, collegato all’Università e al centro di ricerca di Milano, con un investimento di 1,7 milioni. L’intenzione che spinge il colosso delle telecomunicazioni in questa direzione è quella di restare in Italia, dove Huawei è presente da 15 anni, cercando poi “alleanze” anche con altri Paesi europei.

“È un primo traguardo, siamo ormai player importanti del mercato, ma 15 anni sono un breve viaggio, non possiamo fermarci qui – ha detto Miao – Italia e Cina da un punto di vista economico sono allineati: l’Italia ha bisogno della Cina e la Cina dell’Italia. Da un punto di vista commerciale sono molto ottimista, i due Paesi d’ora in poi saranno sempre più vicini”. Miao ha parlato anche del 5G. L’azienda chiede al governo italiano “regole trasparenti” per l’applicazione del golden power in Italia.

“Al momento si applica solo ai fornitori non europei, invece, dovrebbe essere rivolto a tutti, perché la tecnologia è neutrale e non è legata a questioni geopolitiche”, ha detto aggiungendo che la tecnologia 5G è l’unica “infrastruttura sicura e affidabile” e si è detto “insoddisfatto” per il fatto che il governo abbia aumentato da 25 a 165 i giorni necessari per una idonea valutazione dei rischi e possibili violazioni alla sicurezza nazionale.

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