Il senatore Democratico Matteo Richetti, che oggi nella direzione nazionale ha votato – unico – no alla relazione del segretario Zingaretti afferma: “Siamo alla follia, ma non arrivo all’utilizzo di Rousseau come motivo per non dialogare con i 5 Stelle”, ma poi si sfoga contro il suo partito: “Due direzioni fa si era detto ‘mai con il m5s’, poi ‘no a Conte premier’, ora facciamo l’accordo con il M5s e sì a Conte presidente del Consiglio, ma per fare cosa? Cosa faremo quando il M5s tra due settimane verrà da noi per la revoca delle concessioni autostradale. E stiamo qui a parlare di Di Maio che vuol fare il vicepremier? C’è un Paese e degli elettori che non ci stanno capendo. Era il M5s che doveva aprire al suo interno una pagina nuova, invece di dire ‘Conte prendere o lasciare’, non può essere la necessità a dettarci l’accordo con loro – prosegue Richetti – il Paese sta capendo che ci stiamo acconciando per far proseguire la legislatura. Avremmo dovuto fare tutti un passo indietro e chiamare le migliori personalità politiche: Fabrizio Barca, Cantone, Giovannini, invece – conclude – siamo qui, ma io non non mi faccio da dire da Di Maio ‘io devo fare..’ perché così è meglio il voto”.

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