Sbagliato andare al governo con i “parassiti”. Davide Serra, fondatore e ad di Algebris oltre che assiduo frequentatore della Leopolda e sostenitore di Matteo Renzi, boccia senza appelli il possibile accordo per la formazione di un governo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. In un’intervista a Il Foglio, l’imprenditore si oppone a una soluzione che è stata proposta, per primo, proprio dall’ex presidente del Consiglio fiorentino: “Penso non si debba mai fare un governo con i populisti perché per definizione mentono – ha detto – Usano la parola popolo per aumentare la disoccupazione e distruggere crescita e fiducia e finanziano tutto solo con debito. Il loro unico obiettivo è ciulare uno stipendio che nessuno gli darebbe nel settore privato. Nessuno dei Cinque stelle prenderà mai più uno stipendio come quello da politico il giorno in cui se ne torneranno a casa. E fidarsi di Di Maio, che ha dimostrato di essere un bugiardo seriale sulle varie crisi aziendali, è da folli. Lo stesso vale per la Casaleggio Associati. Alle prossime elezioni il M5s sarà al 10% e il fatturato della Casaleggio Associati scenderà come i voti comprati con i soldi di chi lavora, si spacca la schiena e paga le tasse”.

L’unica strada percorribile, nonostante voglia dire aprire le porte a un governo di destra guidato dalla Lega, è quella del voto, sostiene Serra: “Tutta la vita il voto anticipato. E la manovra per coprire il buco ha un nome e un cognome: i populisti Conte, Di Maio, Salvini con M5s e Lega uguale 23 miliardi di buco“. Il Movimento, aggiunge Serra, “rappresenta il concetto di parassita. Vive solo sulle spalle altrui. Non creano nulla. Non costruiscono nulla. Prendono salari da chi paga le tasse e dicono no a tutto perché sono incapaci di fare qualsiasi cosa. Parassiti. Spero solo non si faccia perché io non lo farei mai un governo con il M5s”.

Nel mirino del simpatizzante renziano, oltre al vicepremier uscente, Luigi Di Maio, finisce anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che negli ultimi giorni ha invece riscosso il sostegno internazionale e anche un discreto appoggio interno: “È come Don Abbondio – dice – Farebbe tutto e il contrario di tutto pur di avere un ruolo così prestigioso. Anche lui è un avvocaticchio di terza serie. Utile per il sistema Casaleggio. Conte è il nulla più totale“.

Se gli si chiede perché, allora, Renzi appoggi la formazione di questo nuovo esecutivo, l’imprenditore risponde: “Lo chieda a lui, non a me. Io penso che Renzi sia il migliore in Italia. E i numeri lo dimostrano in maniera ovvia. Dai posti di lavoro al Pil, alla fiducia di imprese e consumatori. Ma ognuno parla e pensa per sé. Il bello della democrazia è la libertà”.

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