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Militari in Arabia Saudita, siamo in guerra ma gli italiani non sanno perché

L’idea che i giornali propagandano, per cui la più potente nazione del mondo oggi sarebbe in mano ad un ubriaco, è una tesi falsa. I governanti europei sono totalmente subalterni
Militari in Arabia Saudita, siamo in guerra ma gli italiani non sanno perché
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In questi giorni abbiamo scoperto che il governo ci ha portato in guerra a fianco dell’Arabia Saudita la quale ha appena aggredito Yemen e Iraq. Si tratta di un fatto gravissimo, un tipico atto di guerra in cui le prime vittime sono le regole costituzionali. Questo episodio non è un incidente di percorso ma la cartina di tornasole della fase che stiamo vivendo, in cui l’Italia sta entrando in guerra per via burocratica, grazie all’iniziativa bellicista del governo e alla collaborazione del Presidente Mattarella che – dati il suo ruolo di comandante delle forze armate – non può essere considerato altro che complice.

Quello che abbiamo appena subito come popolo italiano è una grave violazione dell’articolo 11 della Costituzione – più grave dell’utilizzo delle infrastrutture aeree da parte degli Stati Uniti nell’azione di aggressione alla Repubblica Iraniana – che colloca il nostro paese tra i cobelligeranti nella guerra mondiale a pezzi.

Uno stato di guerra che non si dispiega solo con metodi militari ma che assume anche le caratteristiche della guerra ibrida, visto quello che è successo nell’enclave spagnola di Ceuta dove decine di migliaia di giovani sono stati palesemente spinti a rischiare e perdere la vita rendendosi protagoniste di una sorta di invasione civile organizzata dalla filosionista monarchia marocchina. Difficile non vedere dietro la situazione che si è creata e dietro i commenti di vari esponenti del governo israeliano una risposta alle decise prese di posizione che il governo Sanchez ha assunto contro il genocidio di Gaza. Che questo abbia anche a che vedere con l’obiettivo statunitense di ripristinare il pieno controllo sui mari e sugli stretti è verosimile ma certo non siamo in grado di dimostrarlo.

In questa situazione di guerra, lo scivolamento del nostro paese in uno stato di guerra, avviene senza che il popolo italiano sia consapevole di quello che sta accadendo e qui di seguito vorrei brevemente richiamare quali sono, a mio parere, i motivi fondamentali per cui la guerra si sta imponendo come la normalità.

A me pare evidente che all’origine dello stato di guerra vi sia la reazione delle classi dirigenti statunitensi alla perdita della posizione di dominio che gli Usa hanno cominciato a registrare dalla crisi del 2007/2008. Una perdita di leadership globale sul piano economico, tecnologico e il rischio che questo porti alla perdita della posizione di potere finanziario. Questo rischio – che mette in discussione dalle fondamenta la potenza dell’imperialismo finanziario Usa – è emerso con nettezza negli ultimi anni ed ha portato ad un vero e proprio salto di qualità nell’azione del governo statunitense.

La vulgata dei giornali mainstream italiani è che il comportamento odierno degli Usa sia scomposto e irrazionale, dovuto alla palese instabilità mentale di Trump e che quanto sta accadendo non rappresenti una linea di tendenza ma piuttosto un incidente di percorso. Si tratta di una lettura che non condivido per nulla. Che Trump sia un narcisista psicopatico è palese ma questo aggiunge solo folclore ad una linea di tendenza che è assai radicata nelle classi dirigenti statunitensi. Non a caso uno dei primi atti di aggressione statunitense ai paesi alleati – l’attentato terroristico al gasdotto Nord Stream – è stato compiuto dal governo ucraino per conto del governo statunitense sotto la presidenza Biden. Con Biden lo stile era felpato e i nostri giornali ci hanno raccontato per anni che i russi si erano fatti esplodere da soli il loro gasdotto, con Trump lo stile è quello di un wrestler disturbato, ma la sostanza non cambia. Anche perché la follia di Trump fa il paio con la demenza senile di Biden. L’idea che i giornali italiani propagandano secondo cui il presidente degli Usa guiderebbe da solo la più potente nazione del mondo che oggi sarebbe praticamente in mano ad un ubriaco, è una tesi così falsa da essere offensiva per i lettori dei giornali stessi.

E’ evidente che gli Usa continuano ad essere governati da un apparato di potere, plurale, che coinvolge lo staff presidenziale ed il governo, chi controlla il Congresso, gli apparati della difesa, i potentati economici e finanziari.

In questo quadro gli Usa hanno scelto, per cercare di evitare il loro declino, di usare l’arma militare per mettere sotto il loro controllo la maggior quantità possibile di riserve petrolifere (Venezuela, Iran, Russia ) e di riprendere in mano solidamente il controllo dei mari. In questo quadro si spiegano non solo le aggressioni ai nemici – compresi i droni lanciati dall’Ucraina e guidati dagli Usa contro le raffinerie russe – ma anche le aggressioni agli amici: dall’aver reso – con la complicità dei nostri governanti – l’Europa completamente dipendente dalle forniture statunitensi, al non celato desiderio di mettere le mani sulle riserve petrolifere canadesi, alla reiterata richiesta di poter occupare la Groenlandia al fine di ostacolare la nuova via marittima polare oggi totalmente controllata dalla Russia.

Cogliere nel tentativo degli Usa di impedire l’affermarsi del multipolarismo l’origine della situazione di guerra in cui viviamo e riconoscere la totale subalternità dei governanti italiani ed europei alla volontà degli Stati Uniti è il nodo fondamentale da cui partire. Il principale problema del mondo nel XXI secolo sono le élites occidentali, i nostri veri e unici nemici.

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