Al dodicesimo weekend consecutivo di proteste, manifestanti e polizia sono tornati a scontrarsi con violenza a Hong Kong, dopo la manifestazione pacifica di domenica scorsa che ha mobilitato 1,7 milioni di persone. Due molotov sono state lanciate a Telford Plaza verso gli agenti in tenuta antisommossa fuori dalla stazione di polizia di Ngau Tau Kok: le forze dell’ordine hanno risposto facendo di nuovo uso dei lacrimogeni per disperdere la folla, riporta il South China Morning Post, secondo cui diversi arresti sono stati eseguiti. Alcune migliaia di persone si sono ritrovate a Kwun Tong, un ex distretto industriale riconvertito a est di Kowloon, in una manifestazione autorizzata per ribadire la richiesta di ritiro formale della contestata legge sulle estradizioni in Cina e gli altri punti sostenuti dal movimento pro-democrazia. In aggiunta, c’è stata anche la richiesta di spiegazioni sul progetto di installare i “lampioni intelligenti” lungo le strade della città, ufficialmente utili a misurare le condizioni del traffico, meteo e altri dati, ma sospettati di violare la privacy per altri fini con telecamere per il riconoscimento facciale. La marcia voleva bloccare in mattinata il traffico per l’aeroporto, fallendo per la debole partecipazione. Barricate sono state poi erette a Wai Yip, strada accanto alla stazione di polizia di Ngau Tau Kok: all’indirizzo degli agenti, i manifestanti, quasi tutti vestiti di nero, con maschere ed elmetti da cantiere, hanno lanciato mattoni, pali di bambù e molotov, spingendo gli agenti a caricare per disperdere la folla anche usando lacrimogeni e sparando proiettili di gomma.

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