Si sblocca al 19° giorno lo stallo di Open Arms. La procura di Agrigento ha disposto il sequestro della nave ferma davanti a Lampedusa e l’evacuazione immediata dei 90 migranti ancora a bordo. La decisione è stata presa al termine di un vertice tra il pm Luigi Patronaggio, che nel pomeriggio aveva fatto una ispezione sulla nave con uno staff di medici, e i vertici della Capitaneria di porto. Intorno alle 23.30 la nave Open Arms è entrata nel porto commerciale di Lampedusa dove attenderla c’erano decine di carabinieri e poliziotti. Scene di giubilo sul ponte della nave dove si trovano gli 83 migranti che sono da 19 giorni sulla imbarcazione.

Quello disposto dal magistrato è un sequestro preventivo. Oltre all’inchiesta per sequestro di persona avviata nei giorni scorsi sulla base di esposti della ong spagnola, i pubblici ministeri hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio “per non avere risposto alle gravi condizioni di salute dei migranti”, secondo l’Adnkronos. Il reato, previsto dall’articolo 328 del codice penale, punisce “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni“.

Il sequestro, si apprende, è stato disposto “per evitare che il reato sia portato a ulteriori conseguenze“. I magistrati stanno ricostruendo la catena di comando per risalire a chi ha impedito lo sbarco dei profughi che, dopo la decisione dei pm e la già avvenuta notifica del provvedimento, verranno fatti scendere a terra nelle prossime ore. La nave, invece, verrà condotta nel porto di Licata, in provincia di Agrigento.

Nel pomeriggio altri due migranti sono stati evacuati dalla nave per motivi sanitari. Sono stati 17 i passeggeri che oggi hanno lasciato la nave, 90 quelli ancora a bordo fino alla decisione della procura. Questa mattina alcuni di loro hanno cominciato a buttarsi in acqua nel tentativo di raggiungere a nuoto l’isola, che dista circa 700 metri dall’imbarcazione. Sono stati tutte recuperati dalle motovedette della Guardia costiera e portati a terra. Il tutto davanti ad alcuni bagnanti, che dalle spiaggette vicine si sono precipitati sul costone di Cala Francese, dinanzi alla quale si trova la nave, per riprendere quei momenti di tensione con i telefonini.

Spagna invia nave militare per portare migranti a Maiorca – Nel primo pomeriggio il ministero della Difesa spagnola aveva annunciato che la nave Audaz sarebbe partita alle 17 ora locale dalla base di Rota (Cadice) per far rotta verso l’isola delle Pelagie (tre giorni di navigazione) e recuperare i migranti, per poi portarli a Maiorca, nelle Baleari. E’ una situazione di “emergenza umanitaria“, aveva spiegato la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles. Madrid ha proseguito, “non guarderà dall’altra parte come sta facendo il ministro Matteo Salvini“, e ha attaccato chi come lui “si vanta del dramma umano vietando ai migranti di entrare in Italia”.

Toninelli: “Ue ci volte le spalle per colpa di Salvini” – Prima della decisione di Madrid il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, su Facebook, aveva scaricato la colpa dello stallo sull’alleato: “C’è un dato politico da registrare: gli altri Paesi europei (…) stanno ricominciando a voltarci le spalle e questo ha un unico responsabile: Matteo Salvini, che ha indebolito il Governo e, di conseguenza, la nostra posizione in Europa”. Toninelli in una nota ha poi commentato l’invio dell’imbarcazione militare da parte della Spagna. “Auspico che la Spagna – ha aggiunto il ministro – risponda al nostro appello e si impegni a fermare, per il futuro, la Open Arms, con i mezzi e i modi che ritiene più opportuni”.

Patronaggio: “Situazione esplosiva” – “La situazione è esplosiva – ha detto il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, volato d’urgenza in elicottero a Lampedusa con alcuni medici – devo riportare la calma e fare in modo che nessuno si faccia male. L’impegno e l’attenzione sono massimi per l’incolumità delle persone”, ha spiegato il magistrato. Patronaggio ha poi fatto un’ispezione sulla nave durata quasi un’ora, ma ha preferito non rilasciare dichiarazioni. A bordo è salito anche il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello: “Ci sono persone totalmente assenti, chissà quali torture o porcherie hanno dovuto subire mentre erano prigionieri in Libia. E noi li facciamo ancora stare sulla nave. Non capisco. Venti giorni su una barca in quello stato psicofisico…Oggi la riposta è che si stanno gettando a mare per la disperazione“, aggiunge Martello.

Emergency: “Spazi ristretti, promiscuità e diverse provenienze culturali vanno ad aggravare la condizione di vita ormai giunta al limite” – Al diciannovesimo giorno in mare, si legge nella relazione di Alessandro Dibenedetto, “la situazione sta peggiorando sempre di più” al punto che le condizioni rischiano di diventare ancora “più critiche e insostenibili”. L’evacuazione dei 27 minori ha prodotto in chi è rimasto a bordo “una profonda tristezza con conseguenti comportamenti di chiusura, isolamento e mutismo”. Depressione – continua lo psicologo di Emergency – ma anche rabbia e agitazione con alcune donne che, quando quattro migranti si sono gettati in mare nel tentativo di raggiungere a nuoto l’isola di Lampedusa, hanno reagito con “attacchi di panico e profonda sofferenza chiedendosi perché questa violenza insostenibile e assurda si perpetrasse nei loro confronti”.

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