Dopo l’allarme dell’Unicef arriva quello dell’Oms. I casi di morbillo aumentano velocemente in tutto il mondo e sono triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’allerta riguarda anche Europa e Usa. “Sono milioni le persone a livello globale a rischio – avverte l’Organizzazione mondiale della sanità – e nei primi sei mesi del 2019, i casi segnalati sono i più alti in assoluto dal 2006, con focolai che mettono a dura prova i sistemi sanitari e provocano gravi malattie, disabilità e decessi in molte parti del mondo”. Secondo le ultime raccomandazioni dell’Oms, “tutti i soggetti sopra i 6 mesi di vita devono essere protetti dal morbillo prima di recarsi in un’area in cui circola il virus”. Chiunque non sia sicuro del proprio stato di vaccinazione “dovrebbe consultare il proprio medico. I viaggiatori – conclude l’Oms – devono essere vaccinati almeno 15 giorni prima della partenza”.

L’Oms esorta tutti i governi a garantire le immunizzazioni contro il morbillo. Quest’anno, la Repubblica Democratica del Congo, il Madagascar e l’Ucraina hanno registrato il maggior numero di casi ma i casi sono diminuiti drasticamente in Madagascar negli ultimi mesi a seguito di campagne di vaccinazione di emergenza a livello nazionale, dimostrando così l’efficacia della vaccinazione nel porre fine alle epidemie e proteggere la salute. Grandi focolai sono in corso in Angola, Camerun, Ciad, Kazakistan, Nigeria, Filippine, Sudan del Sud, Sudan e Thailandia. Secondo l’Oms, “le ragioni per cui le persone non si vaccinano variano molto: la mancanza di accesso a servizi sanitari di qualità, la presenza di conflitti e guerre”. Non solo, c’è anche la disinformazione e la scarsa consapevolezza della necessità di vaccinarsi che giocano un ruolo fondamentale. In diversi Paesi, il morbillo si sta diffondendo tra i bambini più grandi, i giovani e gli adulti che in passato non si sono vaccinati”.

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