La denuncia arriva dall’Unicef: il morbillo, dichiarato eliminato nel 2000, è tornato e ha ucciso nel 2017 circa 110mila persone, per lo più bambini. Quest’anno, secondo l’organizzazione dell’Onu, i casi di morbillo sono aumentati del 300% rispetto all’anno scorso. Due dosi di vaccino sono essenziali per proteggere i minori dalla malattia. Ma in Italia ci sono almeno 435mila bambini non vaccinati: quinto posto tra i paesi ricchi con minore copertura vaccinale.

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Diminuisce la copertura vaccinale
“Il morbillo è ancora troppo contagioso”, sottolinea Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef. “È importante non solo ampliare la copertura ma anche mantenere i tassi di vaccinazione alle dosi più adatte per creare un ombrello di immunità per tutti”. La crescita del numero di bambini non vaccinati, ha precisato l’Agenzia, ha creato le condizioni per i focolai di morbillo che oggi colpiscono tutti. Nel mondo, ricorda l’Istituto superiore di sanità, le vaccinazioni prevengono ogni anno tre milioni di decessi (7mila al giorno) e proteggono da malattie gravi come il morbillo, la polio, la difterite, il tetano. Tuttavia in Italia, osserva l’Istituto, dal 2013 al 2016 è stata registrata una diminuzione delle coperture vaccinali per diverse malattie prevenibili, che ha portato alla legge sull’obbligo. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda una soglia del 95% di copertura vaccinale per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.

Le cause del problema
Il ritorno del morbillo, in Italia, è causato in parte dai tagli alla sanità, ma soprattutto dalla paura e dallo scetticismo nei confronti dei vaccini. Almeno a sentire un’indagine della Commissione europea, che ha rivelato come buona parte degli italiani siano molto disinformati a proposito delle vaccinazioni. Il 46% degli intervistati, ad esempio, pensa che le vaccinazioni provochino seri effetti collaterali. Il 12% ha ammesso di non saper rispondere. Circa un terzo pensa che indeboliscano il sistema immunitario (32%) e che possano causare la malattia da cui proteggono (34%). Gli italiani appaiono molto meglio informati dei francesi e dei britannici, ma meno di spagnoli e svedesi. Per il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, “ciò significa che il nostro lavoro per aumentare la copertura e per combattere con la disinformazione sui vaccini è lungi dall’essere finito”. Lancia un appello anche Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas di Milano: “Nel mondo ci sono ancora 1,5 milioni di bambini che muoiono per malattie prevenibili con i vaccini. Penso che prima di tutto chi fa il mio mestiere ha un obbligo morale, deve fare la sua parte, condividere quello che sa. Penso che l’obbligo legale, al di là di mettere in sicurezza i bimbi, abbia un valore pedagogico“.

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