Un posto al sole” da 23 stagioni va in onda con successo su Rai Tre. I segreti della longevità di una soap tutta italiana e popolare? L’intreccio delle vicende personali dei protagonisti con i temi di stretta attualità, come la violenza sulle donne, la prostituzione minorile, l’affido familiare, l’adozione a distanza, l’emergenza lavoro, l’alcolismo. C’è stato anche spazio per affrontare il tema delle vittime della Camorra e lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. La società che viene dipinta è quella di Napoli, la città dove sono ambientate le puntate, che in qualche modo si riallacciano anche a diverse altre realtà urbane italiane.

In linea con la tradizione del racconto popolare – ma anche sociale – è apparso un nuovo personaggio, tra i volti storici della soap: Carla Parisi. La bellissima ragazza che si presenta nel bar storico della città “Il Caffè Vulcano”, nasconde una storia importante legata alle sorelle Alex (Maria Maurigi) e Mia (Ludovica Nasti). Le due ragazze, infatti, vengono da una situazione familiare difficile: si intuisce che la madre sia rimasta sola a mantenere le figlie, mentre il padre avrebbe lasciato la famiglia, in seguito ad accesi scontri con la compagna. La signora che si è presentata al bar è proprio Carla, padre delle ragazze, che è fuggita per iniziare un nuovo percorso di cambiamento di genere.

Non è la prima volta che a “Un posto al sole” viene toccato il tema di identità di genere. Infatti nella prima stagione della serie (1996-97) il vigile Guido Del Bue (Germano Bellavia) si innamora di un transessuale. Inoltre alla soap è andato anche l’importante riconoscimento di Stuart Milk, Presidente della Milk Foundation a tutela dei diritti della comunità LGBT in America, “per aver trattato il tema con particolare attenzione ed efficacia”.

Insomma c’erano tutte le premesse per inserire un’attrice transgender nella vita dei protagonisti di “Un posto al sole”. Un messaggio attuale e importante, soprattutto una gran bella responsabilità per l’attrice Vittoria Schisano, che ha lottato nella vita reale per diventare donna, dopo un percorso difficile che ha rappresentato anche la liberazione spirituale. Insomma una nuova sfida professionale che arriva nel momento giusto. “Sono un’attrice ed ogni ruolo è una sfida. – racconta Vittoria a FqMagazine -. Ovvio sono napoletana e cresciuta fra il sole e il mare e tutte le sere guardavo insieme con la mia famiglia ‘Un posto al sole‘. Ritornare a Napoli per interpretare un ruolo così emozionante all’interno della mia soap preferita, dopo gli studi di recitazione a Roma, lo considero un bel riconoscimento, soprattutto per me, che ho lasciato la mia città, quando ero ancora un ragazzo con tanti sogni nel cassetto e con la paura di non raggiungere la felicità che cercavo. Recitare da donna nella mia serie del cuore è un sogno che si è realizzato”.

Indubbiamente tra i motivi che hanno spinto l’attrice ad accettare un ruolo così importante è anche il fatto che la soap ha sempre affrontato con delicatezza temi come il rapporto difficile genitori-figli. “Un posto al sole racconta, in questo caso, la storia di un genitore che vuole ritrovare l’amore delle proprie figlie. La disforia di genere è solo un (ottimo) pretesto. – spiega -. Un figlio che si sente abbandonato dal proprio genitore è un figlio che si sente tradito, a prescindere dalla motivazione. E’ questo che la soap vuole sottolineare, al di sopra di ogni cosa: l’amore fra un genitore e le proprie figlie… Quell’amore assoluto ed inscindibile che supera ogni cosa”.

Vittoria si è innamorata subito di Carla Parisi: “E’ una donna forte, una persona che si è costruita con lacrime e fatica la propria libertà. Ama le sue figlie, ma sapeva che per essere un buon genitore doveva ritrovare la sua serenità. L’equilibrio personale ci rende persone migliori, non solo con noi stessi, ma con chiunque altro ci circondi. Mi sono preparata come faccio per qualunque altro personaggio che ho interpretato, ma questa volta più di tutte le altre. Prima di ogni ciak ascolto la mia pancia ed il mio cuore. Ogni volta che inizio a studiare una scena, mi commuovo per l’emozione”.

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