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Chioggia, sospesa licenza a stabilimento balneare: “Episodi di razzismo e violenza”

Destinatario del provvedimento della Questura di Venezia è il "Cayo blanco", che resterà chiuso per 15 giorni. Il 3 agosto è stato colpito violentemente dai buttafuori un 43enne e pochi giorni prima a un ragazzo italiano di origine etiope era stato impedito l'ingresso
Chioggia, sospesa licenza a stabilimento balneare: “Episodi di razzismo e violenza”
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A Chioggia, sul litorale di Sottomarina, sembrano essersi concentrate intolleranza e razzismo. Un anno fa il caso di Punta Canna, con le frasi inneggianti al Duce, i saluti romani e gli spogliatoi presentati come camere a gas. Adesso il questore di Venezia Maurizio Masciopinto ha deciso di sospendere la licenza di esercizio dello stabilimento balneare “Cayo Blanco” per 15 giorni. La motivazione? “Escalation di razzismo e violenza al suo interno”, spiega una nota delle autorità di polizia lagunari. Il provvedimento di natura cautelare è stato emesso ai sensi dell’art. 100 del testo unico delle Leggi di Pubblica sicurezza, previsto nei casi in cui un locale “costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

Che cos’è accaduto in quel tratto di litorale frequentatissimo da bagnanti, nel periodo di maggior affluenza estiva? “Si è verificata una escalation di episodi razzisti e violenti che hanno avuto luogo nello stabilimento balneare, ai danni degli avventori”. Il più recente risale alla serata del 3 agosto. In quella occasione un uomo di 43 anni è stato spintonato fuori dal locale dal personale in servizio. Siccome aveva reagito, è stato “violentemente colpito dai buttafuori con calci e pugni che gli hanno causato la frattura del perone e della mascella”, è scritto in una nota della Questura. Lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia, dove i sanitari lo hanno curato con una prognosi di guarigione di trenta giorni.

Pochi giorni prima si erano verificati anche episodi di discriminazione razziale. In una occasione il personale aveva impedito l’ingresso a un giovane ventenne italiano di origine etiope. Era in compagnia di amici. Il personale del “Cayo Blanco” gli avrebbe spiegato che “non potevano entrare le persone con la pelle scura” perché all’interno erano avvenuti dei furti di cui erano sospettate “persone di colore”. È per questo che si era recato dai carabinieri a denunciare il fatto. Ma in caserma non risultavano denunce di furti.

I poliziotti del Commissariato di Chioggia e i carabinieri della Compagnia di Chioggia Sottomarina hanno svolto indagini e sono emersi altri casi di violenza che si sono verificati nel locale. Ad esempio, una aggressione ai danni di un avventore, a cui era stato fratturato il naso, con prognosi di 20 giorni. Il questore scrive: “I fatti accaduti hanno generato un elevato allarme sociale, ed hanno evidenziato una non adeguata vigilanza del locale da parte del gestore. Hanno pericolosamente minato diritti costituzionalmente garantiti quali la pari dignità sociale senza distinzione di sesso, razza, lingua e di religione, cui devono ispirarsi i comportamenti di ogni cittadino ed in particolare dei portatori di interessi pubblici quali i titolari di autorizzazioni di pubblici esercizi”. Il “Cayo Blanco”, rappresenta, quindi, “una preoccupante minaccia all’ordine e alla sicurezza pubblica, aggravata da aspetti di deriva razziale, in special modo se riferiti ad un luogo di ritrovo per un significativo numero di giovani”. Poliziotti e carabinieri hanno notificato al gestore il provvedimento del Questore. “È linea dura per chi non garantisce sicurezza nei luoghi di ritrovo”.

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