Dopo le polemiche con Giuseppe Conte successive al primo incontro tra Matteo Salvini e le parti sociali al Viminale, quando il premier parlò di ‘scorrettezza istituzionale, il leader della Lega bissa l’appuntamento alla sede del ministero dell’Interno e riconvoca sigle e sindacati. Ma non solo. Come se non bastassero le frizioni con il M5s per la presenza al primo vertice di Armando Siri, l’ex sottosegretario leghista indagato per corruzione fatto dimettere dallo stesso Conte, la scena si ripete ancora una volta. Con lo stesso Siri presente al tavolo con Salvini e altri ministri ed esponenti leghisti anche per il secondo vertice, organizzato un giorno dopo il terzo fatto a Palazzo Chigi. Della delegazione della Lega fanno parte anche Alberto Bagnai, Massimo Bitonci, Giulia Bongiorno, Claudio Borghi, Massimo Bussetti, Gian Marco Centinaio, Claudio Durigon, Dario Galli, Giancarlo Giorgetti, Guido Guidesi e Massimo Garavaglia. Quarantacinque le sigle dei sindacati e delle associazioni e delle imprese presenti al Viminale, mentre ha disertato il segretario Cgil Maurizio Landini

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