Maggio 2017: Geely acquisisce la maggioranza del marchio sportivo inglese Lotus e ci investe 1,7 miliardi di euro per rilanciarlo, con l’ambizione di poter rivaleggiare ad armi pari con Ferrari&Co in quanto a prestazioni e prestigio. Primo “frutto meccanico” degli ingenti capitali provenienti dalla Repubblica Popolare è la nuova Evija, sportiva a trazione elettrica da 2.000 Cv candidata a essere l’auto di serie più potente di sempre. Un biglietto da visita niente male, che porta in dote un altro messaggio subliminale: sulle emissioni zero è la Cina a voler dettare il passo e stabilire i punti di riferimento (pur con componentistica elettrificata inglese, come in questo caso).

La prima Lotus a batteria della storia si unisce al già nutrito club dei bolidi a elettroni, che include la Rimac C Two e la Pininfarina Battista (che condividono piattaforma e powertrain) e che presto vedrà l’esordio della nuova Tesla Roadster. Le prestazioni della Evija sono eccezionali: 0-100 km/h bruciato in meno di 3 secondi, 0-300 km/h sotto i 9 secondi e velocità massima superiore a 320 km/h. Tuttavia, a lasciare di stucco è il dato della ripresa da 200 a 300 orari, completata in meno di quattro secondi: merito dell’immensa coppia motrice, pari a circa 1.700 Nm. La sofisticazione aerodinamica – con superfici attive a geometria variabile – è proporzionale alle sopraelencate credenziali velocistiche.

Le stesse sono assicurate da un comparto motoristico che annovera quattro unità elettriche fornite dalla Xtrac: la spinta di ciascun propulsore può essere distribuita in maniera indipendente fra le quattro ruote motrici per incrementare stabilità e agilità di marcia. Quest’ultima è assicurata da un peso relativamente ridotto: 1.680 kg complessivi, un traguardo toccato adoperando la fibra di carbonio per carrozzeria e telaio (che insieme pesano solo 129 kg). Il battery-pack agli ioni di litio da 70 kw/h e 2.000 kW è alloggiato dietro l’abitacolo, al posto del tradizionale motore endotermico: è compatibile con la carica ultrarapida a 350 kW e bastano 18 minuti per rifornirlo al 100%. L’autonomia calcolata nel ciclo Wltp è di 400 chilometri.

L’architettura degli interni è ultraminimalista, visibilmente ispirata al mondo delle competizioni, col piccolo volante quadrangolare – che incorpora devioluci e inferiormente un manettino per la selezione delle varie modalità di guida – e la strumentazione digitale posta in alto, quasi appoggiata sulla plancia. La maggior parte dei comandi si concentrano sulla stretta console centrale a sviluppo verticale. Specchietti retrovisori sostituiti da telecamere e portiere con apertura telecomandata completano il corredo tecnologico. Le prime consegne sono attese per il 2020: ne saranno costruite solo 130 unità, vendute con prezzi compresi in una forbice fra 1,66 e 2,2 milioni di euro. Tasse escluse.

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