Il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato, dopo aver valutato le manifestazioni di interesse, ha individuato Atlantia, la holding controllata dalla famiglia Benetton, come partner da affiancare a Delta Airlines e al Tesoro per il salvataggio di Alitalia. Esulta il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che due settimane fa aveva definito “decotta” la società che controlla Autostrade: “Un grande risultato. Poste le basi per il rilancio”. Anche se la deadline del 15 luglio per la presentazione del piano industriale non è stata rispettata e anzi si andrà addirittura a settembre prima che arrivi l’offerta vincolante della cordata. Non è ancora noto, quindi, se Atlantia come da indiscrezioni avrà il 35%, quota identica a quella in mano a Fs. “Sia chiara una cosa però”, ha aggiunto il leader M5s. “Niente e nessuno cancellerà i 43 morti del Ponte Morandi. Niente e nessuno cancellerà il dolore delle loro famiglie. Sulla revoca della concessione ad Autostrade non indietreggiamo di un solo centimetro. Andiamo avanti. Meno parole, più fatti”.

Quando era trapelata l’ipotesi dell’intervento del gruppo che fa capo ai Benetton, il vicepremier pentastellato aveva spiegato a Porta a Porta che il giorno in cui il governo “in maniera coerente” procederà con la revoca delle concessioni “quell’azienda avrà delle difficoltà, perderà valore in Borsa”. E quindi, sosteneva, “se li mettiamo dentro Alitalia, faranno perdere valore anche ad Alitalia, faranno precipitare gli aerei”. Insomma, in caso di revoca, diceva, “Atlantia è decotta” e quindi “non può essere coinvolta” nella partita della compagnia di bandiera. Parole che ore vengono rilanciate dalle opposizioni: dal segretario del Pd Nicola Zingaretti all’ex premier Matteo Renzi, tutti attaccano il vicepremier.

La scelta di Ferrovie dello Stato è caduta invece proprio su Atlantia, preferendola al gruppo Toto, Claudio Lotito e dell’ex patron di Avianca German Efromovich: “Il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato, che è autonomo, ha scelto Atlantia come quarto partner del consorzio della nuova Alitalia. Erano arrivate altre offerte, ma hanno scelto Atlantia – scrive Di Maio in un post su Facebook – Nessun pregiudizio, già lo avevo detto, anche perché lo Stato continuerà ad avere la maggioranza assoluta dell’azienda e quindi anche il controllo della newco. Era questo l’obiettivo che si era fissato il governo”.

Poi la stoccata all’alleato di governo: “Un grande risultato raggiunto dopo settimane di lavoro intenso – sottolinea – Mentre qualcuno oggi si prendeva un caffè al tavolo e recitava la solita parte, qui abbiamo fatto la differenza”. Ricordando però allo stesso di attendere il piano industriale “prima di cantare vittoria”. Se i sindacati chiedono una convocazione al Mise proprio per parlare del piano, Fs Italiane ha già comunicato che “inizierà a lavorare quanto prima con i partners individuati per condividere un piano industriale e gli altri elementi dell’eventuale offerta”.

In una recente bozza alla quale Ilfattoquotidiano.it ha avuto accesso, Fs ipotizzava 740 esuberi, il ridimensionamento di Linate e Fiumicino e un dialogo con Air France: interventi da realizzare entro il 2023 per mettere in sicurezza l’ex compagnia di bandiera. Quantomeno sul ‘taglio’ dei voli sull’aeroporto romano, la partnership di Atlantia risulterà ingombrante: il gruppo è infatti proprietario di Aeroporti di Roma che gestisce il principale scalo della Capitale.

Vista la società scelta come partner e la reazione di Di Maio, il leader del Pd Zingaretti attacca: “Dal Ponte di Genova ad Alitalia l’unica certezza è la confusione mentale, politica e l’opportunismo di chi ci sta governando”. Mentre Matteo Renzi twitta: “Quindi il gruppo Benetton gestirà Alitalia. Ottima scelta in termini di qualità del management e di solidità dell’investitore. Ma dopo tutto quello che hanno detto dei Benetton, come fanno Di Maio e Toninelli a non vergognarsi? Sono semplicemente ridicoli”.

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